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Rovigo: calano le attività rispetto al 2015, tengono i trasporti

Secondo i dati forniti dalla Camera di Commercio di Venezia e Rovigo Delta Lagunare aggiornati al 31 dicembre 2016 riguardanti l’andamento dell’impresa nella nostra provincia, molte aziende continuano a risentire dell’avvitamento della crisi e sono costrette alla chiusura.
Il calo complessivo delle attività rispetto al 2015 si attesta al 2,6% e riguarda tutte le localizzazioni, includendo sia le sedi di impresa sorte a Rovigo e provincia, sia le unità dalla statistica “locali” perché insediate come strutture secondarie di aziende maggiori.
I settori più in sofferenza sono quelli dell’industria, delle costruzioni, commercio e agricoltura, ma diminuiscono sensibilmente anche i servizi finanziari ed assicurativi e le attività di alloggio e ristorazione. Un modesto dinamismo si riscontra per le aziende con “casa madre” fuori della provincia che si assestano sull’1,1% in più di sedi decentrate.
Il quadro non per questo diventa roseo, dato che anche le unità locali diminuiscono nell’esito conclusivo delle rilevazioni dello 0,6%, comprendendo in questa flessione sia le filiali di zona di grosse aziende del Rodigino che le unità periferiche di attività con sede principale in altre province.
Tali dati si possono, tuttavia, dettagliare e ciò che risulta è l’evidenza di piccole aree di compensazione che attenuerebbero le punte negative delle chiusure aziendali. In particolare, il settore dei trasporti segna un aumento nelle unità locali pari al 5,1% mentre l’incremento è del 2,4% nel settore dei servizi alle persone e dell’1,3% nei servizi alle imprese.
La nicchia dei trasporti regge bene ed è in ascesa con le sue 266 attività a fronte, ad esempio, del comparto delle costruzioni che conta in Polesine 295 unità locali che calano però del 3,00%. Trend positivo dei trasporti anche per le imprese guidate da donne che si ritagliano un incremento del 9,3%, mentre l’industria femminile scende dell’8,4%, finanza e assicurazioni del 3,5%, commercio del 3%, agricoltura e pesca del 2%. Per le imprese femminili si registra per tanto una contrazione del 2,3%, nonostante la tendenza inversa dei primi mesi del 2016 e la lieve ripresa nel settore del terziario a persone e imprese.

Se l’economia polesana non riesce del tutto a divincolarsi dalla crisi, sembra mostrare, però, dei “focus” di attività che la orienterebbero in modo più deciso verso lo sviluppo delle attività avanzate dei servizi, nell’impresa in generale e nelle aziende guidate da donne.

Daniela Muraca

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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