Home Veneto Il blog del direttore Sindaci in corsa, che responsabilità!

Sindaci in corsa, che responsabilità!

Tutto è pronto per le elezioni amministrative dell’’11 giugno. Con la presentazione delle liste è già entrata nel vivo la campagna elettorale. Nella nostra regione si vota il sindaco in 87 comuni con Padova, Verona e Belluno che sono anche capoluoghi di provincia. Molte le liste in campo: Verona batte tutti con 28 liste per 10 candidati, segue Padova con 21 liste per altri 7 candidati.
Stesso numero di candidati sindaco anche per Belluno dove però a far notizia è un’altra cosa: nessun candidato per il comune di Cencenighe Agordino, un paese di 1400 abitanti dove nessun cittadino se l’è sentita di impegnarsi in amministrazione. Probabilmente più di qualcuno ha ritenuto che non fosse il caso di prendersi in carico troppe responsabilità a fronte di uno stipendio minimo.
E non si tratta di piccolezze. Spesso per fare il Sindaco, e farlo bene, una persona sospende la propria carriera, mette in stand by la propria attività. E un conto è farlo alla soglia della pensione, un altro conto è farlo a 40, 50 anni, avendo famiglia, figli e magari anche un mutuo da pagare.
Lo stipendio da primo cittadino di un piccolo comune non è certo paragonabile a quello che potrebbe avere un dipendente o un professionista di buon livello, non vale il cambio. Probabilmente, però, a Cencenighe non si è trovato neanche un pensionato in gamba disponibile a correre per la poltrona. Arriverà un commissario così come accadrà ad Elva, 97 abitanti in provincia di Cuneo e in alcuni comuni del sud Italia dove a far desistere dal candidarsi è la mafia. Il caso di Cencenighe e del bellissimo comune di Elva, in val Maira, fa riflettere.
Viene facile chiedersi se non sarebbe il caso di ridisegnare l’Italia dal punto di vista amministrativo stabilendo che un comune per essere sostenibile deve avere un numero congruo di abitanti. Non si discute il fatto che nei piccoli municipi delle aree montane rimangano i servizi essenziali ma occorre tener conto delle difficoltà che molti dei nostri sindaci, che governano comuni tra i 1500 e i 3000 abitanti, affrontano far quadrare i conti e al contempo rispondere ai cittadini con le poche entrate che si ritrovano a gestire. In attesa che qualcosa cambi, prima che anche gli ultimi cittadini dall’alto senso civico gettino definitivamente la spugna, a noi non resta che premiare con il voto chi è sceso in campo offrendo la propria disponibilità ad amministrare il nostro comune.
Perché è importante, perché gestirà servizi che usiamo noi o i nostri famigliari tutti i giorni, perché deciderà cosa costruire ancora e cosa no. Con chi essere solidale e con chi no. Deciderà per noi a casa nostra. Buon voto dunque.

Germana Urbani

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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