A Cavarzere nessuna concessione ad associazioni che discriminano

Stop alle concessioni di occupazione spazi ed aree pubbliche alle organizzazioni ed associazioni che direttamente si richiamano all’ideologia, ai linguaggi e rituali e alla simbologia fascista. E ad ogni tipo di discriminazione: etnica, religiosa, sessuale, per ragioni di lingua, di opinioni politiche, o per condizioni personali o sociali, verificati a livello statutario.
Si tratta di una proposta di modifica al regolamento del canone di occupazione di spazi ed aree pubbliche giunta dall’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) e condivisa dal gruppo consigliare Art. Uno Mdp Città di Cavarzere, che è stata approvata dal consiglio comunale.
D’ora in poi, dunque, le domande per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche dovranno contenere specifica dichiarazione con la quale il richiedente attesta di essere a conoscenza e di impegnarsi a rispettare: la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione Italiana secondo la quale “è vietata la riorganizzazione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista”, l’art. 3 della Costituzione Italiana, la legge 20 giugno 1952, n° 645, nota come Legge “Scelba”, e la legge 25 giugno 1993, n° 205 nota come legge “Mancino”.
“A distanza di 72 anni dalla Liberazione dal nazifascismo assistiamo al preoccupante diffondersi di movimenti neofascisti, xenofobi e razzisti – afferma la capogruppo di Art. Uno Mdp Elisa Fabian –. Il rifiuto dello straniero, la chiusura delle frontiere mentali prima ancora che geografiche sono il segno di questi gravissimi fenomeni, alimentati in ciò anche dalle risposte populiste che la crisi economica e la situazione di difficoltà generale ha generato. Ora ci sono quelli che possiamo definire i fascisti “del terzo millennio”, che lo sono anche se camuffati da associazioni culturali e sociali, il fascismo è quello che sotto il profilo dell’autoritarismo e del populismo razzista si profila in mille forme”.
La proposta di modifica è passata il voto compatto della maggioranza. Il consigliere Emanuele Pasquali si è astenuto, assenti Parisotto e Crepaldi. A votare contro, la Lega Nord per le ragioni espresse dal capogruppo Pierfrancesco Munari. Due le ragioni con cui il capogruppo della Lega cavarzerana giustifica il voto contrario del Carroccio alla proposta di modifica del regolamento al canone di occupazione di spazi ed aree pubbliche proposto dall’Anpi. “Limitarsi al Fascismo è anacronistico e inopportuno: non lo si può indicare come male estremo. Troviamo piuttosto una formula generica che preveda la possibilità per il Comune di vietare qualsiasi tipo di manifestazione che inneggia all’odio e alla discriminazione”.
Replica il sindaco Henri Tommasi: “Quanto all’indicare soltanto questa forma di estremismo e non altre, è ovvio noi non siamo a favore degli altri totalitarismi. Ma è anche vero che in Italia, e guarda caso nella Costituzione, è previsto soltanto il divieto legato al Fascismo. Per una ragione puramente storica: in Italia c’è stato il Fascismo e quando i Costituenti hanno stilato la Carta costituzionale intendevano vietare quel tipo di totalitarismo che era stato praticato nel nostro territorio”.
Alla questione sostanziale posta da Munari, se ne aggiungerebbe una seconda puramente formale: “Non ci si può impegnare a non violare un precetto di legge. È un impegno totalmente ininfluente”. Ma per Tommasi si tratta di un’esplicitazione, un chiarimento. “La Costituzione dà i principi generali – spiega il Sindaco –. Dal punto di vista normativo si può tranquillamente andare a precisare, basta che la precisazione sia confacente ai principi indicati dalla Carta Costituzionale”.

Margherita Bertolo

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