Cooperazione decentrata, la filosofia è: “aiutiamoli a casa loro”

Detto fatto. Lo scorso dicembre sembrava una semplice relazione, quella in cui il sindaco di Cona Alberto Panfilio davanti al Pontefice, in occasione del summit “Europa: i rifugiati sono nostri fratelli”, dichiarava che la cooperazione decentrata per il co-sviluppo è un valido strumento per affrontare il problema dell’immigrazione. Ebbene, è già sulla carta, deliberata dalla giunta, la proposta al consiglio comunale di un atto di indirizzo programmatico del Comune di Cona in materia di cooperazione decentrata con l’Africa Sub-Sahariana.

Una misura che renderebbe il Comune soggetto referente e coordinatore di iniziative che coinvolgono autorità territoriali e governative, associazioni del terzo settore, organizzazioni non governative, per agire proattivamente sulle cause dei flussi migratori degli ultimi anni.  “Aiutiamoli a casa loro” la massima sottesa all’iniziativa, che punta ad un equo partenariato economico e politico cosciente della strategicità dell’Africa Sub-Sahariana in termini di materie prime e risorse energetiche: se da un lato l’intesa propone di trasferire tecnologia e buone prassi, dall’altro la costituzione di filiere trasnazionali euro-africane migliorerebbe l’accesso del tessuto economico veneto alle risorse africane. Concretamente, si tratterebbe di sostenere processi di sviluppo e ricostruzione, diffondere il commercio equo e solidale, il turismo responsabile, insistere sulla formazione professionale, gestionale, amministrativa e imprenditoriale. E intervenire in caso di calamità, conflitti armati, epidemie, denutrizione e gravi carenze igienico-sanitarie.

“Sicuramente il documento è condivisibile. Ma non come comune di Cona, bensì come G7 –afferma scettico il capogruppo di Intesa per Cona Antonio Bottin –. Se, come dice il sindaco, non ha neppure i soldi per tagliare l’erba, non si capisce come possa impegnare gli uffici del Comune per questa cooperazione decentrata. A mio parere è solo un documento per far parlare di sé. Bisogna essere seri, fare le cose che competono al Comune di Cona: il Ministero fa il suo, come anche la Regione, la Città Metropolitana, e l’Europa”.  Pronta la replica del sindaco Alberto Panfilio: “Non mi serve neanche un soldo per mettere in atto progetti ed idee. Ci sono tutti i riferimenti legislativi della cooperazione decentrata in premessa. Un ente pubblico, come il nostro Comune, ha il compito di creare la struttura, il contenitore. Se non lo hanno fatto le città più grandi, perché Cona deve essere “piccola” come loro? Inoltre, con mille e più persone del posto, ho i rapporti giusti per creare relazioni. Nel frattempo, sto creando l’interesse nel privato, perché promuova questi accordi decentrati”.  L’iter, insomma, è stato avviato. Sarà poi il tempo a rivelarne l’efficacia.

Margherita Bertolo

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