Este, intervista a Giancarlo Piva: “Fusione, strada da seguire”

Giancarlo Piva, consigliere comunale del Pd, esattamente un anno fa Roberta Gallana vinceva il ballottaggio e riportava il centrodestra alla guida di Este. Qual è la sua analisi?
“Il risultato è figlio dell’attuale clima politico generale: è stato un voto di protesta contro le forze di governo. Non lo considero una bocciatura della nostra Amministrazione, tanto è vero che diversi cittadini tuttora mi fermano per ribadirmi la loro stima”.
Come valuta i suoi dieci anni da sindaco?
“Abbiamo cercato di costruire una comunità e dare spazio a tutte le sue componenti, al contrario di quello che sta accadendo con la nuova maggioranza. Este è una realtà unica: ha la dimensione e le caratteristiche del paese, perché al suo interno esistono forti legami tra le persone, ma anche lo spessore culturale di una città. Non possiamo essere solo un semplice centro di provincia, come sembrerebbero far pensare alcune manifestazioni svoltesi di recente”.
A proposito di manifestazioni: in occasione di “Este in fiore” ha attaccato duramente l’attuale Amministrazione. Perché?
“Da mostra di qualità dedicata al florovivaismo la rassegna si è trasformata in una fiera di campagna come tante altre. Chi cercava espositori di alto livello dall’anno prossimo non verrà più. Stendo poi un velo pietoso sull’allestimento del centro storico, che quest’anno era un autentico sfregio. In generale, la Giunta Gallana punta tanto sulla comunicazione ma sulle cose che contano è ferma. Inoltre sta portando avanti molte delle opere che avevamo programmato e finanziato noi”.
Lei si è speso molto per la fusione tra Este e Ospedaletto, ma alla fine non si è arrivati al referendum e il progetto pare ormai tramontato. Cosa non ha funzionato?  
“I tempi da noi scelti erano forse troppo stretti, ma la Regione ci ha fortemente penalizzato perché erano coinvolte due Amministrazioni di centrosinistra. Una certa opposizione era dovuta anche alle ambizioni politiche personali di qualcuno. A mio avviso la fusione con Ospedaletto è ancora una strada da seguire, magari aprendo anche ad altre realtà circostanti. I Comuni di dimensioni ottimali oggi sono quelli di 30-40 mila abitanti: solo così si possono garantire ai cittadini servizi efficienti”.
Nel suo futuro vede ancora la politica?
“Certamente: sono tornato a svolgere un’altra professione, ma la politica come la intendo io, a servizio della comunità, resta una grande passione”.

Davide Permunian

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