Fusione: Curtarolo ci pensa

A volte le proposte di fusione comunale tornano. Nel caso di Curtarolo, l’idea di fondersi con un altro comune è stata riproposta negli ultimi consigli comunali dall’opposizione. La nuova super-muncipalità si concretizzerebbe con la confinante Campo San Martino.
“Tra le due c’è continuità territoriale: condividiamo il fiume Brenta e le sue sponde, tanti spazi verdi e persino capannoni industriali (vedi la sede dell’Arneg ndr) -spiega Mirco Savio-. Un’entità più grande avrebbe maggior peso nei confronti delle istituzioni superiori e potrebbe beneficiare di altri finanziamenti”. La maggioranza ci ragiona sopra. “In linea di principio le fusioni sono proficue, ma conviene concretizzarle non soltanto tra due piccoli comuni –precisa il sindaco Fernando Zaramella- sarebbe utile coinvolgere i nostri contermini e puntare a nuove realtà di 50mila e più abitanti”.
Il tragitto che porta a un traguardo del genere ha i suoi passaggi. Prima l’ok dei consigli comunali, poi uno studio di fattibilità e infine un referendum tra gli aventi diritto al voto di ciascun ente locale.
Un percorso quindi sufficientemente lungo, che in Veneto l’anno scorso hanno avviato 32 comuni con la relativa richiesta di contributi agli uffici regionali. E che finora, sempre in territorio veneto, è arrivato a conclusione in sette occasioni dal 1995, tra cui il caso padovano di Due Carrare. Ma per cui non sono pochi i casi di fallimento, spesso per la bocciatura nell’urna da parte delle popolazioni interessate.

Roberto Turetta

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