Giudice di pace a Chioggia, Cavarzere partecipa

Era passata in sordina la chiusura dell’ufficio del giudice di pace di Cavarzere. Ma ora la questione è diversa. Se chiudesse anche quello di Chioggia, i cittadini di Chioggia, Cavarzere e Cona sarebbero costretti a recarsi a Venezia per risolvere le loro vicende giudiziarie.
Uno scenario, questo, che ha senz’altro favorito l’approvazione della mozione del consigliere cavarzerano Emanuele Pasquali. Il quale, in occasione del consiglio comunale dello scorso 19 aprile, ha proposto di contribuire al mantenimento del giudice di pace di Chioggia. Iniziativa accolta di buon grado da Tommasi, che tuttavia precisa: “Non avevo bisogno della mozione di Pasquali per muovermi. La mia direzione è sempre stata quella di cercare di trovare una soluzione, perché secondo me c’è la possibilità. Ora rimane soltanto da trovare una soluzione per quanto riguarda le risorse economiche”.
Va in questa direzione l’emendamento richiesto dal Primo cittadino di Cavarzere, che propone una valutazione dei criteri di partecipazione alla spesa in base alla disponibilità di bilancio, al numero di abitanti e al numero dei casi provenienti da ciascun comune. Nel 2016 gli utenti provenienti dal Comune di Cavarzere sono stati 25, un numero esiguo.
Sulla stessa linea d’onda il sindaco di Cona Alberto Panfilio, per il quale “c’è l’accordo di base” per tenere in vita l’ufficio del giudice di pace. La questione, però, mentre andiamo in stampa, dovrà passare al vaglio del consiglio comunale, che valuterà soprattutto la ridistribuzione dei costi.
Appare questo il nodo che sta all’origine dell’intera vicenda, così riassunta da Panfilio.
Nel 2014 Chioggia e Cona avevano infatti deciso di contribuire alle spese per mantenere aperto l’ufficio del giudice di pace a Chioggia, ma senza fissarne i costi. Cavarzere, all’epoca, si era subito sfilata dalla proposta, l’ex sindaco di Cona Anna Berto aveva invece aderito. Appena eletto sindaco, Alberto Panfilio però aveva fatto un passo indietro: “Per Cona – afferma oggi – non era vantaggioso avere il giudice di pace a Chioggia. Nel momento in cui mi avrebbero presentato il conto, con i problemi di bilancio che avevo, come avrei affrontato le spese?”.
Con l’ingresso della giunta Cinque Stelle a Chioggia il problema del giudice di pace si è riproposto. A questo punto, per scongiurare la possibilità che Chioggia stessa rinunciasse all’ufficio, è stato deciso di concordare un contributo spese a carico dei comuni interessati a mantenere attivo il servizio.
Margherita Bertolo

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