Porto Viro, amarezza per l’uscente Giacon

La città ha scelto di voltare le spalle all’ex sindaco Thomas Giacon, che dopo la sfiducia e relativa fine del mandato di settembre scorso si era riproposto alla ricerca della fiducia degli elettori.
Il 37% ottenuto nel 2014 su un centrodestra diviso, quest’anno si è ridotto a un 23%, forse anche in seguito alla spaccatura del centrosinistra cui si è assistito dopo la caduta di settembre.
Giacon, nelle file della minoranza dal 2009, e sindaco dal 2014 al 2016, si era proposto a queste ultime votazioni come candidato anti sistema, lontano dai poteri forti che accusava essere la vera anima della lista della Veronese. E infatti all’indomani del voto ha accusato via Facebook: “Ringrazio i 1.747 elettori che hanno riposto la loro fiducia in me e nella mia nuova splendida squadra. Ho avuto modo di conoscere delle persone meravigliose con le quali ho condiviso forti emozioni, spero che questo sia l’inizio di un lungo percorso, io confido in voi. Noi abbiamo vinto comunque. La coerenza e i valori che rappresentiamo ed esprimiamo sono primi in assoluto, rimaniamo sempre le stesse persone oneste e sincere. Un saluto e un sincero augurio di buon lavoro anche ai rivali Pupi Gennari e Tessarin Alessia che con tenacia e determinazione hanno improntato una campagna elettorale coraggiosa e sincera. Non mi esprimo sulla vincitrice “telecomandata” perché chi ha vinto sono altri…..Duò Alessandro & C. già in Municipio ieri sera pronti ad impartire ordini ai loro seguaci e a pretendere le chiavi del Comune……ci sarà da divertirci….!!!”
Geremia Gennari si ferma al 17%, e che aveva promesso battaglia agli avversari forte del sostegno di Forza Italia e della parte di Pd portovirese che fa capo a Vianello, Bovolenta e Palli.
Gennari, big di centrodestra di lungo corso, è stato sindaco di Contarina nel 1993, e sindaco di Porto Viro dal 2009 al 2014, quando scalò il municipio con un 71% di consensi. È stato inoltre più volte vicesindaco, in uno storico tandem con Doriano Mancin prima della loro separazione politica. “Nel mio nuovo ruolo sarò il pungolo costante dell’amministrazione” ha dichiarato Gennari la mattina seguente la lunga notte elettorale.
Delusione anche per Alessia Tessarin, che a distanza di 3 anni, riesce a portare a casa ancora una volta solo un posto in consiglio comunale, forte di un 15.50% di preferenze. La Tessarin ci aveva provato anche nel 2014, mettendosi a capo di un gruppo di partite IVA, che si è ripresentato a giugno, pur con nomi nuovi.
Amarezza anche per Antonino “Toni Paio” Tumiati e il suo celebre Partito del Diritto al Lavoro, che per il gran numero di preferenze necessari a entrare in consiglio non riesce a varcare la soglia del municipio, e con l’1.93% promette di continuare a portare avanti la filosofia del suo partito fondato nei lontani anni ’70, e con il quale ha fronteggiato svariate campagne elettorali.

Fabio Pregnolato

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