Padova, tenta di rubare alla Rinascente: scoperta dall’addetto alla sicurezza

Aveva tentato di rubare cinque paia pantaloni a donna, per un valore complessivo di 930 euro. E’ successo ieri sera, presso la Rinascente di Padova.

L’addetto alla vigilanza mentre era al reparto donna, primo piano,  aveva notato una signora che si spostava con movimenti sospetti recandosi nell’area prova dopo aver prelevato alcuni capi di abbigliamento e uscendo dal camerino senza nulla in mano. Insospettito, ha deciso di seguirla.

La donna, albanese regolare, dopo essere scesa dalle scale mobili, si è diretta verso l’uscita. Una volta giunta fuori dal negozio, dopo aver oltrepassato le barriere anti taccheggio, è stata fermata dall’addetto che le ha domandato se aveva prelevato della merce senza pagarla. La signora in un primo momento ha negato, poi ha consegnato i cinque capi di abbigliamento che aveva nascosto sotto la giacca chiedendo se poteva pagare la merce. Ma l’addetto ha deciso, invece, di chiamare la responsabile del punto vendita che successivamente ha avvisato la Polizia Locale. Nel frattempo, il vigilante si è diretto nella cabina prova dove ha trovato cinque placche antitaccheggio e tre etichette, tutte ricondiucibili alla merce sottratta.

Gli Agenti, arrivati sul posto verso le 19, dopo aver identificato la donna, l’hanno tratta in arresto per tentato furto aggravato, considerato la gravita dell’accaduto, pur trattandosi di persona incesurata. Poi hanno provveduto a raccogliere la denuncia effettuata dalla responsabile e a sequestrare i capi di abbigliamento. La donna è stata poi accompagnata negli uffici della Locale per l’identificazione mediante foto segnalamento. Nel corso della perquisizione, la quarantenne è stata trovata in possesso di una forbice utilizzata per togliere le placchette antitaccheggio, immediatamente sequestrata.  Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria è stata trattenuta nella cella di sicurezza della sede in via Liberi della Polizia Locale. Questa mattina, alle 11, si è presentata Tribunale dinnanzi al Giudice. Per lei, dopo essere stato convalidato l’arresto, è stato disposto che venisse contestualmente liberata e indagata.

 

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