Trebaseleghe, due comunità unite nel dolore per la morte di Natasha

Un silenzio che fa rumore. È quello che ha accompagnato il lungo addio a Natasha Bettiolo, 46 anni, la cuoca dell’asilo di Trebaseleghe uccisa a coltellate il 18 maggio da Luigi Sibilio, 34enne, pizzaiolo campano. È il silenzio l’atteggiamento a cui richiama, al funerale, il parroco don Rolando Nigris, anche a nome della famiglia.  “Arriviamo a questa celebrazione stanchi, dopo tanti giorni di attesa e anche per le tante cose dette e scritte. Ora ci sia spazio solo per la Parola di Dio e per la preghiera”.

Due le comunità unite nel ricordo: quella di Trebaseleghe dove la donna, che lavorava da 17 anni alla materna, era conosciuta e benvoluta e quella di Massanzago dove abitava. È sempre il silenzio, avvolto solo dalla flebile luce delle candele, a scandire la fiaccolata che, partita dal piazzale del municipio, si è snodata fino al parcheggio dove Natasha è stata uccisa. Tremila le persone che hanno sfilato, in religioso silenzio, per dire no alla violenza. Ad aprire il corteo i bambini, i piccoli dell’asilo che Natasha amava tanto e che conosceva a uno a uno. Gli stessi che, alla vista della bara con i fiori bianchi e la sua foto, hanno detto al parroco “Sai, lei è la nostra cuoca”.

Un grande abbraccio al quale ha voluto stringersi, per prima, la famiglia di Natasha: i figli Nicola e Andrea col papà Antonio, la sorella, i genitori.  I famigliari hanno delegato la cugina a leggere un loro pensiero: “Teniamo vivo il tuo ricordo e la tua memoria e la memoria di tutte quelle donne alle quali è stata ingiustamente rubata la vita perché non esiste separazione definitiva finché rimane il ricordo”.

Il marito Antonio, dal quale Natasha pur essendo separata non aveva mai voluto divorziare, ha fatto leggere un ricordo: “Nella più grande disperazione ti ho amata mentre mi sfuggivi e te ne andavi lontana da me. Ma ora, pensando all’infinito che ci attende oltre, voglio racchiudere nella mia coscienza la certezza che nell’eternità ci ameremo per sempre. Un bacio, amore mio”. Presenti il prefetto Renato Franceschelli e i sindaci di Trebaseleghe, Lorenzo Zanon e di Massanzago, Stefano Scattolin. L’ultimo invito quello di don Rolando: “Continuiamo a costruire relazioni buone. Anche Natasha ci ha creduto fino in fondo”.

Nicoletta Masetto

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