Vigodarzere, Zordan passa al contraccco “Qui i migranti lavorano”

Nessun accordo «separato» e nessuna intesa per accogliere i migranti. Adolfo Zordan, sindaco leghista di Vigodarzere, non ha tardato un attimo a replicare alle accuse piovute dagli esponenti di Indipendenza Veneta, che lo hanno accusato di legittimare la presenza di clandestini, impiegandoli piccoli lavori di pubblica utilità per il Comune.
“Come tanti sindaci – ha replicato Zordan – ho subito la scelta della Prefettura di insediare dei migranti a Vigodarzere. I miei colleghi che hanno protestato non hanno sortito nulla. Io invece ho solo cercato di evitare che i migranti andassero a bighellonare per le strade e per i bar,  mettendosi a disposizione delle micro criminalità locale e alimentando il senso di insicurezza delle persone. Per questo ho aderito ad un protocollo proposto dalla Prefettura per tenerli impegnati, impiegandoli in lavori di pubblica utilità”.
Non è del resto un mistero che il Comune possa contare solo su un operaio a mezzo servizio e che pertanto l’aiuto di stranieri in piccoli lavori inseriti in una lunga lista d’attesa sia utile.
“I migranti non sono pagati per quello che fanno – ha precisato Zordan – e non vengono anteposti ai nostri disoccupati. Per i quali, dal mio insediamento, sono stati moltiplicati i percorsi di solidarietà ed incrementate le azioni di assistenza. Le gente a Vigodarzere non tollera sfaccendati, ma persone che lavorano. Da questo punto di vista ho riscosso il pieno favore di tanti miei elettori e tanti altri cittadini.”Zordan intanto ha immediatamente chiesto lumi alla cooperativa Edeco riguardanti la lite fra migranti avvenuta nel casa di accoglienza di via Lungargine del Piovego.“Ho disposto immediatamente – ha detto – l’ennesimo controllo sul numero delle presenze. E ho segnalato il caso alla Prefettura”.
Nicoletta Masetto

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