Cementizillo esce di scena e vende a Buzzi

Cementifici, finisce un’era e se ne apre un’altra, il cui impatto resta tutto da valutare. Ai primi di luglio verrà portata a termine la cessione di Cementizillo alla piemontese Buzzi Unicem, il primo gruppo italiano nel settore cemento, secondo produttore dopo Italcementi. Cala dunque il sipario su oltre un secolo di gestione locale delle cementerie.

L’accordo vede infatti la cessione dei due stabilimenti a ciclo completo di Monselice e di Fanna, in provincia di Pordenone, oltre che di una quarantina di centrali di betonaggio. Nel 2016 le vendite di cemento e clinker realizzate dal gruppo Zillo sono state pari a circa 1,1 milioni di tonnellate e quelle di calcestruzzo preconfezionato circa 440.000 metri cubi. Il gruppo Zillo ha chiuso il 2016 con un fatturato consolidato di 90 milioni di euro. Il pagamento prevede una parte fissa pari a 60 milioni di euro oltre a 450 mila azioni ordinarie Buzzi Unicem e ad una parte variabile, da zero a 21 milioni di euro, in base all’andamento del prezzo medio del cemento realizzato dalla società da qui al 2020.

Con questa acquisizione Buzzi Unicem rafforza la quota di mercato e vuole consolidare il settore cemento dopo le turbolenze degli ultimi anni. Cautela e timido ottimismo da parte dei sindacati Cisl e Cgil: “Abbiamo chiesto la difesa dei posti di lavoro (fra i quali i lavoratori di Monselice) attraverso un piano industriale che preveda investimenti”. Non nascondono i propri timori gli ambientalisti. Il comitato “Lasciateci respirare” ricorda che “l’azienda ha dimostrato un male interesse per utilizzo dei cosiddetti combustibili alternativi, fra cui un Css di finezza elevata”. Si riapre pertanto il confronto sull’impatto sia ambientale che sui posti di lavoro intorno al settore cemento.

Commenti

commenti

Lascia un commento

Site created by ElectricSheeps.com - IT Solution & Web Design