Centro commerciale a Due Carrare: l’opposizione dei commercianti

Un nuovo centro commerciale ai piedi dei Colli Euganei, a due passi dal Castello del Catajo e fra storici vigneti. La grande struttura di vendita è prevista a Due Carrare, in un’area già nel decennio scorso destinata a scopi commerciali. Dopo anni di stasi il progetto torna in auge, rinnovato, e scatena polemiche accese in tutta la provincia.

La grande struttura di vendita, progettata dallo studio L35 di Barcellona, lo stesso che ha ideato la ristrutturazione dello stadio di calcio Santiago Bernabèu di Madrid, si estenderà su una superficie di 32mila metri quadrati. Un terzo in meno del vecchio progetto ma sviluppato su due piani anziché uno, mantenendo invariata l’altezza massima di 12 metri concessa nel 2009 e aumentando la superficie destinata ai negozi fino ad oltre 60mila metri quadrati. Sono previste anche aree ricreative e 1500 metri quadrati di spazi attrezzati per bambini e famiglie.

Come ha sottolineato il sindaco Davide Moro le autorizzazioni fanno data fin dalla metà degli anni ’90 del secolo scorso. Ma sull’iniziativa non ci saranno scorciatoie né sconti, ricorda l’Ascom di Padova, il cui presidente Patrizio Bertin ha incontrato il sindaco. “Prima di 24/48 mesi non si parlerà di avvio dei lavori per il centro commerciale. – afferma Bertin – C’è dunque un po’ di tempo per affinare una strategia che per noi è chiara: impedire che il centro commerciale distrugga territorio e commercio di vicinato avviando, peraltro, un “domino” di cannibalizzazione degli stessi centri che è già in atto non solo negli Stati Uniti ma anche qui in Italia, Lombardia in primis e Veneto a ruota. Al sindaco Moro abbiamo confermato che tutte le occasioni saranno buone per impedire che il centro possa nascere non disdegnando di mettere in moratoria chi sta dietro a questo scempio bello e buono. La battaglia si presenta durissima – aggiunge il numero uno dell’Ascom – e vincerla non sarà facile nonostante lo stallo al quale abbiamo costretto il progetto duri da ben 23 anni ed il sindaco si sia dimostrato disponibile a fare in modo che il “drago” (come lo abbia chiamato in questo periodo) non si risvegli.

Malauguratamente amministrazioni precedenti hanno permesso che si potesse pensare all’area in fronte al Castello del Catajo come ad un luogo per una bassa “macelleria ambientale e culturale” in cambio poi di cosa? Di tasse e di ipotetici servizi che non suppliranno mai alla cementificazione di un angolo stupendo del nostro territorio e ad una desertificazione ai danni di un commercio di vicinato che oltre che presidio sociale è anche presidio contro il degrado”. Negativo anche il parere del presidente di Confesercenti Padova Nicola Rossi, il quale lancia un appello alle forze politiche e sociali, ai piccoli imprenditori, ai Comuni, alle organizzazioni sindacali, ai movimenti e alla Regione affinché intervengano per fermare il consumo di suolo per realizzare grandi punti vendita.

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