Centro Due Carrare: continua la querelle fra Sgarbi e il Sindaco

È giunto stamani l’ultimo colpo della querelle fra il sindaco di Due Carrare Davide Moro e lo storico dell’arte Vittorio Sgarbi, fermamente contrario alla costruzione del centro commerciale di 32mila metri quadri a Due Carrare, alle porte del castello del Catajo. Si tratta di una lettera indirizzata dal Primo Cittadino di Due Carrare al direttore del Mattino di Padova: “I miei concittadini e chi mi conosce mi ha espresso ampia solidarietà – dichiara Moro –. Tuttavia per il resto d’Italia la verità è quella raccontata da Sgarbi. Questo ha dato il fiato al risentimento di molti che stanno scrivendo al sottoscritto email (a volte di insulti) basandosi su quanto detto da Sgarbi: che è falso. Ci chiediamo come fermare le fake news perché dannose per tutti e soprattutto per chi non può difendersi. Ecco un esempio emblematico – prosegue –. Dove a soccombere è la parte più debole, cioè il sottoscritto, poiché non ha la notorietà e la risonanza del personaggio televisivo”.

Parla di “bullismo”, il sindaco di Due Carrare, riferendosi ai videomessaggi di Sgarbi, che comunicherebbero una certa “prepotenza” e una “violenza del più forte sul più debole”. Nell’ultimo video, in particolare,  il noto critico non usa mezzi termini e, rivolgendosi al sindaco Moro, afferma: “È arrivato il momento che o davanti al Catajo, o in chiesa, o davanti a Cervellin, che ha acquistato il Catajo per renderlo quella reggia che è stato e riportarlo al suo primitivo splendore, o da me, venga il sindaco di Due Carrare, in ginocchio, dicendo «Ho sbagliato»”. E ancora: “Tu devi inginocchiarti e dire che sei uno s*****o e che non hai capito un c***o, che distruggere quel luogo è un peccato mortale e andrai all’inferno”. Toni che portano Moro a descrivere la situazione come medievale, dove “vige la legge del più forte”.

Nel frattempo, sfiderà il meteo la fiaccolata di protesta prevista per questa sera a Due Carrare, cui hanno aderito anche la Confederazione Italiana degli Agricoltori (Cia), contraria al consumo del terreno agricolo, e  una delegazione del Camposampierese che si oppone all’ampliamento del centro commerciale “Le Centurie”.

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