Ha preso il largo a Isolaverde la tartaruga Polesella

Si chiama Polesella. E’ la simpatica tartaruga Caretta Caretta, salvata dai pescatori, che oggi ha ripreso la via del mare. In occasione della sua liberazione in mare, Isamar Holiday Village e il suo Diving Center hanno organizzato una particolare cerimonia di liberazione in mare a Isolaverde di Chioggia, con la collaborazione di Asd Clodia Gruppo di ricerca e documentazioni subacquee, associazione Cmas Diving Center, WWF e Fondazione Cetacea.

La tartaruga Polesella è arrivata dall’Ospedale delle tartarughe, gestito dalla Fondazione CETACEA di Riccione che collabora con il WWF, dove ha trascorso un periodo di riabilitazione e dove è stata curata dal dottor Luciano Tarricone. La protagonista della giornata è stata presentata al pubblico, incuriosito dalla presenza della tartaruga Caretta Caretta sulla spiaggia di Isamar.

La tartaruga, era stata trovata in mare alcuni mesi fa da un gruppo di pescatori e, al momento del recupero, presentava problemi di ipotermia. Con l’aiuto della Capitaneria di Porto di Chioggia e dei volontari del WWF è stata portata al CRAS di Polesella per un primo soccorso. Si è quindi deciso di trasferirla all’Ospedale delle tartarughe, gestito dalla Fondazione CETACEA di Riccione, per un periodo di riabilitazione, dove è stata curata dal dottor Luciano Tarricone.

“I pescatori – ha sottolineato Devy Mantovan, responsabile Isamar Diving Center – hanno dimostrato una grande sensibilità verso il nostro mare, sono sempre più attenti ai problemi dell’ambiente”. All’appuntamento sono intervenuti anche l’assessore all’Istruzione, sport e Cultura di Chioggia Isabella Penzo, Pako Massaro in rappresentanza dell’assessorato al Territorio, Cultura e Sicurezza della Regione Veneto, Ottavio Cilio capitano di corvetta della Capitaneria di Porto di Chioggia, Paolo Perlasca del WWF Veneto Oasi Alberoni, Sauro Paris della Fondazione Cetacea di Riccione.

La tartaruga Polesella è stata dunque accompagnata a riva e lasciata libera di tornare in mare aperto. Un spettacolo che ha affascinato tutti gli ospiti del villaggio e in particolar modo i bambini, che hanno potuto assistere dal vivo al ritorno al mare della tartaruga e ascoltare direttamente dagli esperti come è stata assistita e curata.

Il mare antistante al litorale veneto è ricco di biodiversità e riserva vere e proprie scoperte, come le tartarughe marine, rettili marini di origine antica. L’Alto Adriatico è infatti una zona di grande interesse per i giovani esemplari della specie Caretta Caretta, che nascono lungo le coste sabbiose sud mediterranee (Grecia, Turchia, Algeria, Libia ed Egitto) e in alcune regioni del sud Italia. Durante i mesi estivi le piccole e giovani tartarughe risalgono il canale d’Otranto sino al golfo di Venezia e davanti al litorale veneto trovano un mare calmo e pescoso, favorevole all’accrescimento giovanile. Frequente è purtroppo anche il rinvenimento di animali feriti o in difficoltà, avvistati in mare aperto o spiaggiati, a causa di diverse problematiche o traumi provocati anche involontariamente dall’uomo, soprattutto dalla pesca e dall’impatto con eliche e prue di grandi navi o di barche da diporto. Grazie al Protocollo e con l’aiuto di Capitanerie di Porto e Corpo Forestale dello Stato si vuole proteggere questi animali e soprattutto l’ambiente marino in cui vivono, anche con l’aiuto di molti pescatori, amici del mare, e dei bagnanti sulle spiagge. Per i litorali veneziani è anche attivo un numero di Pronto Intervento 348.2686472 cui fa capo la rete di Enti ed Istituzioni che lavorano per un obiettivo comune: proteggere questi abitanti dei nostri mari.

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