La quercia di Gloria

Non aveva bisogno che le cose della vita fossero facili. Aveva capito tutto molto presto, Gloria. Aveva provato sulla sua pelle che una cosa vale, una scelta vale, la vita stessa vale…solo se ne vale la pena. Così aveva deciso di tracciare la sua strada, non qui. Lontano dalla propria casa, dai propri affetti, dalle proprie sicurezze. Voleva disegnare la sua vita con le proprie mani, Gloria. Rischiando, mettendosi in gioco in prima persona, mai di rincalzo. Tanto che aveva deciso di condividere questo viaggio con Marco, l’amore della sua vita.

Fin qui le parole, di sicuro sempre troppe e inadeguate. La famiglia di Gloria Trevisan, morta con il suo fidanzato Marco Gottardi nel rogo della GrenfellTower, vuole silenzio. Giustamente. Così, a raccontarci di una ragazza piena di sogni e determinazione, è Gloria stessa. Mi sono fermata, un giorno, ad ammirare un grande albero, per l’esattezza una quercia. Stava dipinto sulla parete di un locale pubblico. Imponente, preciso, forte e, allo stesso tempo, dolce, protettivo. Come il tratto inconfondibile del suo autore. A lato, una frase: “La quercia fu, un tempo, una ghianda: se mai disperi di poter conseguire il successo nella vita a causa dei tuoi modesti inizi ricordati che anche la quercia – quell’albero grande e forte – cominciò all’inizio come una piccola ghianda giacente al suolo”. Vedi subito, a occhio nudo, che la quercia ha qualcosa di diverso. Chi l’ha realizzata non ha usato uno stencil o un disegno decalcabile, come fanno in molti. L’albero è stato dipinto a mano libera, a due riprese tanto è grande. Il tratto è deciso, accurato, mai uguale. A colpirmi è proprio questo. Accanto, una firma: “Gloria Trevisan”.

Dentro la chioma e il tronco, nel profondo di quella frase, capisco chi era Gloria. Più delle parole. La sua, e lo aveva capito ben presto, non era una vita da scorciatoie, da linee tracciate con lo stencil per non sbagliare. Quella che Gloria aveva scelto era una vita da dipingere, da colorare con le tonalità che la vita sa regalarti solo se sai metterti in gioco. Perché nessuno è nato maestro. Perché nulla è facile. Perché una quercia, prima di diventare una meraviglia della natura e della vita, è stata ghianda. Grazie Gloria.

E.R.

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