Monselice, vertenza Carraro: interrogazione Pd al Mise

I parlamentari PD Giulia Narduolo, Alessandro Naccarato e Diego Crivellari hanno interrogato il Governo per ottenere un intervento circa la vertenza aperta con Carraro Drive Tech SpA rispetto all’appalto con Ceva Logistics in zona industriale di Monselice.

La vertenza riguarda 35 lavoratori della logistica dipendenti di MRX srl, ditta subappaltatrice di Ceva, i quali tra l’altro hanno dovuto sottostare per anni al meccanismo dei subappalti nonostante lavorino continuativamente per Carraro.  Da alcune settimane è circolata la notizia che Carraro intende trasferire la logistica da Monselice a Poggiofiorito, in provincia di Chieti, dove dispone di uno stabilimento di proprietà. In questo modo, Carraro intende usufruire degli incentivi fiscali previsti per la riconversione industriale del sito di Poggiofiorito e ha predisposto un accordo di programma con la Regione Abruzzo che attende la ratifica del Ministero per lo Sviluppo Economico.

Lo stabilimento di Monselice verrebbe quindi chiuso e i lavoratori messi in mobilità. Per scongiurare questo epilogo, il 26 maggio i lavoratori hanno deciso di iniziare uno sciopero e di chiedere un’interlocuzione con i vertici di Carraro ma senza risultati concreti.  La scorsa settimana, i deputati PD hanno incontrato una delegazione di lavoratori e i rappresentanti sindacali della FILT CGIL presso la sede del sindacato a Padova e hanno raccolto la loro richiesta di aprire un tavolo di concertazione al MISE.

Tramite un’interrogazione, i parlamentari PD hanno prontamente chiesto ai Ministri dello sviluppo economico e del lavoro che si facciano garanti dei diritti dei lavoratori interessati, evitando che degli incentivi fiscali per il rilancio industriale di un territorio possano essere utilizzati in maniera impropria a scapito di un’altra area. E proprio domani pomeriggio è stato convocato un incontro tra le parti interessate al MISE per affrontare la vicenda. Auspichiamo ci possa essere un’assunzione di responsabilità da parte delle aziende coinvolte per scongiurare la perdita di ulteriori posti di lavoro in una zona, la bassa padovana, già pesantemente fiaccata dalla crisi economica e lavorativa.

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