Nicola Giacomello: storia di un artista

Espressione da bravo ragazzo, sguardo sicuro ma non arrogante, atteggiamento umile di chi sa di avere una strada in salita da percorrere anche se di talento ne ha da vendere. Si presenta così Nicola Giacomello, giovane scultore di Sant’Eufemia, 28 anni ancora da compiere ma con un curriculum professionale già molto nutrito. Una quindicina di esposizioni, 11 concorsi a premi che si sono chiusi con quattro primi posti, un secondo premio e una menzione speciale e le prime importanti commissioni. Tra i lavori effettuati una targa commemorativa in memoria dell’ex rettore della Basilica del Santo, padre Enzo Poiana, la realizzazione di sculture marmoree per prestigiose ville in Slovenia e in Russia e restauri artistici su superfici o oggetti marmorei di pregio o antichi.

Nicola, come è nato questo grande amore per la scultura?

“Mi sono diplomato all’Istituto d’Arte Pietro Selvatico di Padova. Terminata la scuola ho affinato la tecnica scultorea nel laboratorio di scultura di un mio professore dove, oltre ad apprendere diverse tecniche e l’abilità di accostare materiali diversi, ho imparato ad amare questa nobile ma ostile materia: il marmo”.

Quella che è nata come una semplice passione sta diventando una vera e propria professione.

“Sono impiegato in una ditta del padovano ma non appena stacco dal lavoro mi dedico alle mie opere e commissioni. Lavoro di sera, fino a tardi, e nei fine settimana. Il mio sogno è di dedicarmi alla scultura a tempo pieno”.

Quale materiale prediligi e quali sono i soggetti che più ti ispirano?

“Utilizzo soprattutto il marmo e il bronzo, ma impreziosisco alcune sculture anche con inserti in vetro e pietre preziose, come la madreperla o la sodalite. Studio molto i soggetti che solitamente sono rappresentazioni di concetti astratti come ad esempio vizi e virtù e cerco di rappresentare nelle mie opere le potenzialità espressive del corpo umano e la dimensione simbolica delle forme”

A quale opera stai lavorando adesso?

“Sto realizzando una serie di sette opere che rappresentano simbolicamente i sette vizi capitali. Ho associato ad ogni vizio un preciso colore di marmo e forme simboliche che ne richiamano il significato. L’intento è far riflettere l’osservatore: credo che l’opera d’arte debba avere un significato e non essere fine a se stessa”.

Se dovessi rappresentare il tuo futuro e i tuoi sogni con una scultura, cosa sceglieresti?

“Rappresenterei un uomo dallo sguardo consapevole, immortalato mentre, seduto, sta finendo di scolpire se stesso per liberarsi da tutto ciò che è superfluo attorno a lui, plasmando così la persona che sarà e che ha sempre sognato di essere. Questo per trasmettere che siamo noi gli artefici del nostro io”.

Benedetta Scapini

Commenti

commenti

Lascia un commento

Site created by ElectricSheeps.com - IT Solution & Web Design