Piovese: siccità, si scrivono le regole per limitare gli sprechi di acqua

Irrigazione in fasce orarie limitate, maggiore attenzione nelle modi di derivazione dell’acqua ed evitare un invaso “ingordo” che vada oltre le reali esigenze. Sono queste le indicazioni consigliate nell’incontro pubblico organizzato nell’idrovora di Santa Margherita dal consorzio di bonifica Bacchiglione con gli agricoltori locali. La problematica affrontata è stata quella della carenza d’acqua per l’agricoltura nel bacino del delta del Brenta.

“La siccità – ha affermato il presidente del consorzio Paolo Ferraresso – è sempre più preoccupante. Tuttavia ci siamo dati un obiettivo a cui vogliamo tenere fede: garantire che in questa zona si possa piantare il radicchio. Per questo abbiamo messo in campo una serie di misure d’emergenza e vogliamo scrivere con gli agricoltori le regole per gestire l’uso dell’acqua limitando gli sprechi”.

La carenza d’acqua quasi fisiologica nella stagione estiva per il Naviglio Brenta e il Novissimo, una rete irrigua complessa e obsoleta, l’utilizzo sregolato delle derivazioni da parte delle valli da pesca, la presenza di coltivazioni che richiedono un’ingente quantità d’acqua, sono criticità preesistenti che la siccità di questo periodo non fa che peggiorare. Ogni anno il consorzio attraverso il sistema Leb (un canale lungo 44 km che partendo da Belfiore si immette in Bacchiglione a Montegaldella) deriva l’acqua dell’Adige per rimpinguare il Naviglio Brenta e il Novissimo. In questo modo è possibile garantire l’irri- Convenzione tra Comune e Carabinieri in congedo gazione nella zona che dalla Riviera del Brenta si estende fino a Chioggia passando per il Piovese. Se anche l’Adige è in secca e il Leb non basta più?.

“Il consorzio – ha continuato Ferraresso – ha adottato alcune misure straordinarie: pompe d’emergenza sul Novissimo, accordi con il Genio Civile per la regolazione delle paratoie che scaricano in laguna, sfalci straordinari per migliorare il deflusso dell’acqua, un dialogo aperto con le valli da pesca per regolamentare le loro derivazioni. Un grande impegno che perderebbe però di utilità senza la collaborazione dei singoli agricoltori. Noi faremo il possibile per ottimizzare il servizio ma è indispensabile il coinvolgimento di tutti. E’ necessario un cambio di mentalità: se ognuno guarda al suo orticello ne risentono gli interessi di tutti. Ecco perché chiediamo agli agricoltori di tenere comportamenti virtuosi che aiutino la gestione dell’acqua: niente più personalismi, quindi, l’acqua è un bene prezioso e comune”.

Alessandro Cesarato

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