Profughi e sicurezza sanitaria, Armelao (UGL Polizia di Stato) invoca la quarantena

Giunge dal Vicesegretario Nazionale UGL Polizia di Stato Mauro Armelao la notizia che la scorsa settimana è stato ricoverato a Venezia un ospite del centro di Conetta per una sospetta meningite virale. “Gli ultimi a saperlo e per un caso fortuito i poliziotti che lavorano presso l’ufficio immigrazione della questura di Marghera e i poliziotti dell’ufficio immigrazione del Commissariato di P.S. di Chioggia, che quotidianamente trattano gli ospiti per la richiesta di protezione internazionale. Idem gli agenti della Polizia Scientifica che svolgono le attività di identificazione e fotosegnalamento”.

“Non è possibile venir a sapere le cose per caso o per sentito dire – aggiunge -, nessuna comunicazione ufficiale è arrivata dalla questura di Venezia alle organizzazioni sindacali, né tantomeno al personale interessato, che nel dubbio, doveva sospendere immediatamente le operazioni burocratiche con gli ospiti provenienti da Conetta. Non possiamo rimanere in silenzio quando si tratta di mettere a rischio la salute degli operatori”.

Solo ieri, stando alle parole di Armelao, si sarebbe appreso che l’ospite, ricoverato dal 10 luglio scorso “allo stato attuale, non risulta affetto da patologie contagiose”. Allarme rientrato, quindi. Ma l’UGL Polizia di Stato “auspica che ben presto si arrivi a decidere di tenere sotto stretta sorveglianza sanitaria, per almeno 40 giorni, tutti i neo arrivi, al fine di scongiurare il pericolo che gli stessi abbiano incubato qualche patologia contagiosa e rischiosa per la salute di tutti, prima di essere trattati dal punto di vista burocratico. Una volta sbarcati gli stessi dovrebbero essere sottoposti a visite mediche accurate per accertare il loro effettivo stato di salute e solo dopo 40 giorni, essere trattati negli uffici preposti per il rilascio dei permessi di soggiorno provvisori in attesa della decisione della commissione preposta al riconoscimento dello status di rifugiato”.

Una questione non solo di sicurezza nazionale, per il sindacato della Polizia, ma anche di tutela della salute pubblica. “Inutile aver fretta per dare quel pezzo di carta ai richiedenti asilo per scongiurare proteste come in passato – conclude Mauro Armelao -, per noi è prioritaria la salute di tutte le persone coinvolte nella gestione di questa che ormai non è più un’emergenza ma una quotidianità”.

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