Proposta per l’interporto: Businaro e Borgato contrari al “baratto” con qualità ambiente e salute

“Puntuale, come un orologio svizzero, ritorna ciclicamente qualche proposta progettuale da sviluppare nell’area interportuale di Borsea ma, purtroppo, non per rilanciare il ruolo dell’area nel rispetto dello storico mandato della Società”. Questo il campanello d’allarme lanciato dai consiglieri comunali Pd di Rovigo Giorgia Businaro e Andrea Borgato.

Un’azienda trevigiana sarebbe intenzionata a realizzare un impianto di produzione di conglomerati bituminosi tramite il recupero e la lavorazione di rifiuti speciali. “Come sempre – commentano i due -, anche come Consiglieri Comunali ne veniamo a conoscenza “di sfroso”: nessuna comunicazione ufficiale, nemmeno un accenno anche nelle sedi istituzionali dove c’è già stato qualche confronto tra Società e Amministrazione Comunale. Ciò è sufficiente, però, per metterci in allarme, soprattutto perché un tale progetto avrebbe ricadute importanti sulla salute dei cittadini”.

La proposta, secondo i due consiglieri Pd, non sembrerebbe compatibile con l’articolo 23 delle Norme Tecniche di Attuazione del piano particolareggiato dell’Interporto. A ciò si aggiungerebbe l’impatto ambientale e le conseguenze per la salute e la qualità della vita dei residenti di Borsea, già esposti per la localizzazione dell’area industriale.

“Non da ultimo – aggiungono Businaro e Borgato -, occorre affrontare, in chiave politica, un nodo fondamentale: qual è la vera vocazione di Interporto? Qual è il disegno strategico per il suo futuro? Vogliamo puntare sull’intermodalità, sul mix acqua-ferro-gomma che rende la società polesana unica, per collocazione e peculiarità, nel panorama nazionale? O vogliamo trasformarla in un’agenzia di vendita di terreni e fabbricati per rendere la zona una normale area industriale, con tutti i problemi che ne conseguono?”.

Su questi argomenti i due consiglieri Pd si annunciano disponibili a discutere con i vertici di Interporto, in un’ottica di collaborazione per il rilancio strategico della Società, “che escluda la possibilità di rincorrere chimere occupazionali e esigenze di bilancio barattandoli con la qualità dell’ambiente e la salute dei nostri concittadini”.

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