Tracciabilità prodotti agroalimentari: la padovana EZ Lab a San Francisco con il ministro Martina

Un incontro con il ministro Maurizio Martina, occasione per festeggiare l’apertura di una sede in Silicon Valley: mercoledì sera la piattaforma per la tracciabilità dei prodotti agroalimentari basata sulla tecnologia blockchain sviluppata dalla startup Ez Lab, incubata presso l’incubatore dell’Università di Padova Start Cube Galileo Visionary District e vincitrice del premio Lamarck Smau Milano 2016, è stata presentata come uno dei due casi di successo in occasione della partecipazione del ministro delle Politiche Agricole – negli Usa per incontrare il suo omologo americano Sonny Perdue – a un ricevimento organizzato presso il consolato italiano di San Francisco dal console Lorenzo Ortona.

Un’innovazione che interviene in una materia – la certificazione della filiera dei prodotti – considerata  strategica per il futuro del settore e a cui guarda già da tempo con molta attenzione anche il ministero: è dei giorni scorsi, solo per citare l’ultimo esempio in questo senso, la firma dei decreti per introdurre l’obbligo dell’indicazione dell’origine del riso e del grano per la pasta in etichetta.

L’incontro in consolato con il Ministro è stato anche occasione per annunciare l’apertura della sede di Ez Lab a San Francisco, che si affiancherà a quella padovana. Un traguardo centrato a pochi giorni dalla conclusione del programma con l’acceleratore Thrive di Salinas, riferimento a livello mondiale per l’innovazione nel settore agricolo che è entrato nel capitale di Ez Lab.  In questa delicata fase di ingresso nel mercato americano Ez Lab si è affidata al prezioso supporto del consolato. La startup può inoltre contare sulla consulenza gratuita di Orrick Herrington & Sutcliffe, il più importante studio legale in della Silicon Valley. A supportare il founder Massimo Morbiato e il suo staff, è anche un’altra azienda veneta, la Turatti srl di Cavarzere (Venezia), specialista mondiale nella progettazione e realizzazione di macchinari e linee complete per l’industria alimentare che opera già da anni nel mercato statunitense.

Nelle scorse settimane, in collaborazione con il colosso mondiale dell’advisory EY, il lancio sul mercato del primo prodotto tracciato e certificato attraverso la piattaforma della startup padovana: il vino Falanghina prodotto dalla cantina Volpone, in provincia di Foggia. Attraverso un’etichetta intelligente posta sulla bottiglia di vino è possibile conoscere il produttore identificato tramite la firma digitale, l’intero processo di coltivazione, produzione e trasformazione del vino, massimizzando la fiducia tra il produttore e il consumatore finale che può accedere alle info semplicemente avvicinando il proprio smartphone al QR Code presente sull’etichetta. Fra le informazioni rese accessibili, il campo in cui è stata coltivata l’uva, ma anche i trattamenti fitofarmaci e agricoli effettuati con tutti i passaggi e i metodi produttivi. Una certificazione che può essere applicata, con gli opportuni adattamenti, anche a qualsiasi prodotto agroalimentare e che garantisce il massimo livello di affidabilità, perché basata sulla tecnologia più sicura presente sul mercato: i trattamenti effettuati ad ogni passaggio della filiera sono infatti codificati in un registro pubblico virtuale immodificabile, che può essere verificato da tutti gli stakeholder in ogni momento.

“L’esperienza in Thrive – racconta Morbiato  – si è rivelata importante e sfidante, perché ci siamo trovati allo stesso tavolo con alcuni dei big player del settore. L’interesse raccolto verso la nostra piattaforma ci ha definitivamente convinti a lanciarci direttamente nel mercato americano. Una sfida complessa, perché qui la cultura d’impresa e le dinamiche commerciali sono molto diverse dalle nostre, ma al tempo stesso la propensione all’investimento nell’innovazione è più forte e la nostra piattaforma ha subito trovato “terreno fertile”. “Siamo orgogliosi – è il commento di Emiliano Fabris, direttore di Galileo Visionary District – di vedere la nostra incubata padovana destare l’interesse del mercato americano e degli investitori della Silicon Valley. Il compito di Start Cube, il nostro incubatore, è di accompagnare le startup nel percorso di crescita e sviluppo, anche fornendo loro competenze e strumenti per cogliere le opportunità in uno scenario competitivo in evoluzione”.

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