Dolo, Vazzoler: “Gli atti pubblici mi danno ragione: la Smart City non verrà realizzata”

“Gli atti pubblici mi danno ragione: la Smart City non verrà realizzata”. Con queste parole l’ex assessore ed ora consigliere di opposizione del Comune di Dolo Carlotta Vazzoler torna all’attacco sulla questione Smart City.

“Avevo ragione nel sostenere che l’Amministrazione comunale sta investendo oltre 10 milioni di euro per un periodo di vent’anni non per realizzare la Smart City tanto promessa, ma per dare in concessione gli impianti di pubblica illuminazione senza portare in cambio effettivi veri servizi alla cittadinanza – sostiene -. Lo afferma bene l’oggetto della relazione, propedeutica all’indizione della gara, pubblicata dal funzionario comunale l’8 agosto in cui sta scritto in stampato maiuscolo ‘Gestione degli impianti di pubblica illuminazione per 20 anni’ e non si parla né di una ‘Dolo del futuro’, né di una ‘rivoluzione tecnologica al servizio dei cittadini’, né di ‘Smart City’, come sbandierato nel comunicato stampa dell’amministrazione del 17 luglio”.

Ed è proprio la pubblicazione di quella relazione ad essere oggetto di critica da parte dalla consigliera: pochi i quindici giorni canonici della pubblicazione nell’albo pretorio, nel bel mezzo della pausa di Ferragosto, per garantire “l’adeguata informazione alla collettività di riferimento”. Una scelta colpevole, secondo Vazzoler: “Avevo ragione nel sostenere che l’Amministrazione comunale non ha la volontà di condividere i temi strategici del nostro territorio con la cittadinanza”. E aggiunge, retorica: “Quante persone avranno consultato dall’8 al 23 agosto l’albo pretorio del comune per leggere la relazione ed esserne quindi compiutamente informati?”.

Molte le cose da sapere, secondo Vazzoler, a partire dalla valutazione di una scarsa convenienza del contratto per i cittadini. “L’insignificante margine di convenienza per il Comune – spiega –  viene indicato in circa 6.600 euro l’anno a fronte del pagamento alla società privata concessionaria di una rata media annua di circa 500mila euro, rata ben superiore di circa 100mila euro rispetto a quanto viene pagato oggi per la pubblica illuminazione”. Alla scarsa convenienza del contratto, si aggiungerebbe l’eccessiva durata dello stesso: “L’Amministrazione – argomenta Vazzoler – sta investendo 20 anni del nostro tempo e avrebbe invece potuto risparmiare 11 anni di contratto aderendo al contratto ‘Servizio Luce 3’ di Consip”. L’impegno ventennale, secondo la consigliera, rischierebbe di vincolare Dolo a tecnologie che saranno ben presto superate, in un contesto in cui queste si rinnovano a grande velocità.

Già in occasione del consiglio comunale del 27 luglio, Carlotta Vazzoler lamentava che l’Amministrazione di Dolo avesse chiamato Smart City, quello che nei piani delle opere pubbliche di tutti i comuni italiani è indicato come intervento di manutenzione straordinaria. “La vera Smart City – aveva precisato la consigliera – è un insieme di strategie di pianificazione urbanistica tese all’ottimizzazione e all’innovazione dei servizi pubblici così da mettere in relazione le infrastrutture materiali con il capitale umano, intellettuale e sociale di chi le abita grazie all’impiego diffuso delle nuove tecnologie della comunicazione, delle mobilità, dell’ambiente e dell’efficienza energetica, al fine di migliorare la qualità della vita e soddisfare le esigenze di cittadini, imprese e istituzioni”.

 

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