Giudice di pace a Chioggia, destino in… sospeso

Tutto fermo: il destino dell’ufficio del giudice di pace a Chioggia è ancora sospeso. Non si trova l’accordo tra i tre Comuni – Chioggia, Cona e Cavarzere – che si erano impegnati a trovare un modo per mantenere attivo il servizio, evitando così ai cittadini faticose trasferte a Venezia per risolvere le proprie vicende giudiziarie. Il problema è che l’accordo non c’è e il nodo, come spesso accade, è tutto di ordine economico.
La querelle riguarda in particolare i due comuni minori, Cona e Cavarzere, e la ripartizione delle spese.
A spiegare l’impasse è il primo cittadino cavarzerano Henri Tommasi: “C’è una convenzione in ballo già da un po’, nella quale era stata stabilita una compartecipazione in base al numero di abitanti e al numero di cause riscontrate negli ultimi anni per i tre comuni. Ne era uscita una spesa di circa 10mila euro per Cona e circa 40 mila per Cavarzere. Una cifra che da subito abbiamo contestato perché ci sono sembrati molti soldi, dunque ho chiesto che venisse snellita per essere più abbordabile”.
E qui arrivano i problemi, con il Comune di Cona che mette sul piatto una cifra massima di 2.000 euro all’anno e Cavarzere che pretende una diminuzione proporzionale della cifra a suo carico: “Invece hanno stabilito una quota per noi di circa 30mila euro. Ma come faccio a portare in consiglio comunale una cosa del genere? Su che base è stata fatta questa ripartizione?” attacca Tommasi, che lancia anche una stoccata in direzione Chioggia: “Quando abbiamo chiuso il giudice di pace a Cavarzere perché non era più sostenibile non ho chiesto la compartecipazione a Cona, mi sono assunto la responsabilità di non mantenere il servizio. Poi, fino a qualche mese fa Chioggia e Cona volevano chiudere l’ufficio chioggiotto e io mi sono speso per trovare una soluzione, magari ampliando le competenze perché in questi anni di crisi la cosa più importante è dare servizi. Ora per forza è tutto fermo”.
Replica il sindaco di Cona: “Bisogna capire che determinati servizi offerti da un capoluogo mandamentale di solito vengono già pagati da maggiori trasferimenti statali. Il Comune più grande deve anche rendersi conto che esiste un principio di sussidiarietà verso il territorio. Da qui le ragioni dell’abbassamento della cifra a carico di Cona. Il paradosso è che questo era stato recepito dal Comune che avrebbe messo più soldi, cioè Chioggia, che è l’unico che potrebbe avere qualcosa da dire. Mentre Cavarzere si oppone. Il sindaco Tommasi tra l’altro era presente quando ho messo sul tavolo le mie ragioni e non ha obiettato, tanto che io ho portato in consiglio la convenzione”.
Ma Tommasi replica a sua volta: “Non è vero che non ho obiettato, sono stato molto chiaro fin dall’inizio chiedendo la riduzione proporzionale della spesa. Se fosse stato il giudice di pace di Cavarzere Panfilio avrebbe ragione a chiedere sussidiarietà ma così non è. Se Chioggia tratta in un modo Cona deve trattare allo stesso modo Cavarzere”.
Il rischio ora è che si arrivi a un muro contro muro che non permetta alla situazione di sbloccarsi e al servizio di sopravvivere.
Giorgia Gay

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