Ludopatia, legittimo limitare l’orario delle sale giochi

Il Tar Veneto ha dichiarato legittimo il regolamento comunale che limita gli orari di apertura delle sale giochi. È quanto si legge nelle sentenze (un’altra riguarda Colognola ai Colli, nel Veronese) che respingono i ricorsi delle società DP Service e Anda. Le norme impugnate sono apparse “proporzionate rispetto agli obiettivi perseguiti” e rappresentano “un ragionevole contemperamento degli interessi economici degli imprenditori del settore con l’interesse pubblico a prevenire e contrastare fenomeni di patologia sociale connessi al gioco compulsivo”.

In città il regolamento è stato introdotto alla fine di aprile del 2016 con un’ordinanza del sindaco ed era stato subito impugnata dalla società romana titolare di alcune sale gioco piovesi. L’ordinanza n.75, nella sostanza, ha ridotto l’arco temporale in cui i giocatori possono accedere agli apparecchi d’intrattenimento con vincite in denaro. Ha disposto che le sale da gioco, ad esclusione di quelle dedicate al biliardo e al bowling, possono rimanere aperte, compresi i giorni festivi, solo dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22. Esclusivamente in questi orari possono poi funzionare tutti i giochi elettronici presenti nei bar, nelle ricevitorie, nei circoli e in tutti gli esercizi commerciali in genere.

Una scelta fatta per arginare la disponibilità senza limiti delle occasioni di gioco, in particolare nella fascia notturna in cui maggiormente si verificano fenomeni di devianza sociale. Secondo il Tar, i dati forniti dalle Usl “evidenziano che la crescita del fenomeno della ludopatia ha riguardato anche l’ambito territoriale considerato” e per questo i Comuni sono legittimati a intervenire. “Scopo dell’ordinanza – hanno concluso i giudici – non è quello di eliminare ogni forma di dipendenza patologica dal gioco, ma solo quello di prevenire, contrastare, ridurre il rischio di dipendenza patologica”.

“Tanti sacrifici, studio e lavoro – ha commentato soddisfatto il sindaco Gianella – ripagano. I proclami vuoti e gli slogan non bastano. Ringrazio il comando della Polizia locale, ed in particolare la comandante Francesca Prota, che hanno curato l’istruttoria dell’ordinanza con pazienza e professionalità. Siamo sempre stati convinti che la battaglia alla ludopatia meriti di essere combattuta. Il problema è che ci si scontra con lo Stato e con un enorme giro di denaro. Lo avevo promesso alle famiglie che fra lacrime e vergogna mi hanno confessato il problema. Lo dobbiamo alle generazioni presenti e future. Il fatto che il Tar riconosca la finalità preventiva e non repressiva o peggio propagandistica, mi fa molto piacere. Già nel 2014 abbiamo promosso uno sconto, tutt’ora vigente, sull’occupazione dello spazio pubblico agli esercizi che non hanno video slot. Sono segnali che mandiamo ai nostri cittadini ma soprattutto a livello statale e regionale. Su questo saremo sempre in prima linea, senza e senza ma con provvedimenti studiati ad hoc, vicino ai cittadini”.

Alessandro Cesarato

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