Alla scoperta della danza come arte

Quello che ad Archè interessa è una formazione completa di adolescenti e bambini attraverso l’arte”. Così Marina De Stefani riassume la “mission” dell’associazione Archè di Cavarzere, che si fonda su un approccio che guarda alla tecnica, certo, ma che soprattutto lavora sulle emozioni, sulle sensazioni che si trasformano in coreografia. “Per me è importante la tecnica, però è fondamentale l’aspetto espressivo e quello soprattutto artistico – racconta -. Voglio che i ragazzi possano esprimersi attraverso il movimento e arrivare a una più equilibrata relazione con se stessi e con il mondo”. Nata inizialmente come scuola che offriva corsi di hip hop, Archè ha introdotto lentamente una commistione con la danza contemporanea, per arrivare a offrire anche corsi di danza classica, gioco-danza per i bambini e anche danza del ventre per le bambine. Un lavoro fatto passo dopo passo, con molta fatica perché, racconta De Stefani, “nel paese non c’è una storia della danza: molti anni fa ci sono stati insegnanti da altri territori venuti a Cavarzere, ma mai esperienze nate nel territorio”. De Stefani sembra instancabile. “Ho dentro il daimon della danza – dice -. Ho da sempre questa passione”. Una passione che coniuga, appunto, con l’arte: “Sono architetto, ho insegnato Arte e Immagine alla scuola media, poi mi sono specializzata sia in percorsi teatrali sia nella gestione di progetti artistici e di spettacolo. Quindi ho fatto un master al Conservatorio di Adria e successivamente mi sono specializzata a Padova in un percorso di espressione corporea con il metodo Martinet dove la valenza espressiva del corpo è dominante”. Con Archè De Stefani ha dato avvio a diversi progetti. “Ho attivato un laboratorio coreografico del quale sono molto fiera perché studio insieme alla allieve le possibilità espressive di ognuna di loro partendo da un sentire interiore. L’anno scorso poi sono riuscita, grazie alla collaborazione con la Federazione nazionale delle associazioni delle scuole di danza, a contattare una ex danzatrice della compagnia di Carla Fracci, diplomata alla Scala, Margherita Mora: attualmente insegna ed è direttrice artistica a Treviso Danza”. L’obiettivo era di portare avanti la danza classica, ma le difficoltà sono molte: “Il Comune ci ha dato un certo aiuto, però se fosse ancora più presente, cioè se ci sostenesse ancora di più, potremmo fare ancora meglio. È faticoso far capire che la danza è un’arte finché viene considerata una forma di divertimento”. È questo l’obiettivo di Archè: sensibilizzare sull’importanza della danza, ancora oggi troppo spesso sottovalutata: “È poco sentito il valore spirituale della danza, io invece credo molto in questo. Ci vorrebbe un’attenzione maggiore da parte della comunità per un’opportunità importante anche di crescita sociale e per una formazione più completa nell’ambito dello sviluppo delle capacità motorie ma anche artistiche. Sono le famose ‘arti’ che secondo me dovrebbero essere inserite nella scuola per dare una formazione completa all’individuo, però di fatto questo non accade”.

Gaia Ferrarese

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