Da Loreggia al Camerun: Damiano in Africa per aiutare

Ventitrè anni, studia fisioterapia ed è in Camerun come stagista di “Incontro fra i Popoli”. Loreggia è anche questo: un giovane, Damiano Zevrain, che ha deciso di mettere a servizio la sua capacità e il suo tempo per gli altri. “Damiano è uno dei nostri ragazzi che ha deciso di fare uno stage con la nostra associazione – dice Michele Guidolin, direttore “Incontro fra i Popoli” – con il nostro partner Caritas a Ngaoundere in Camerun. Attualmente abbiano due giovani della Ca’ Foscari in Congo e uno in Sri Lanka”. Damiano è partito per l’Africa a fine luglio e dopo aver attraversato la foresta camerunense in autobus, ha raggiunto la destinazione finale: Marza, un paesetto vicino a Ngaoundere, nella zona centrale del Camerun.

“L’Africa? Prima di partire la pensavo sicuramente in povertà – scrive Damiano – In realtà, si è rivelata ricca di colori, di speranza e di relazioni sincere e spontanee. Sono partito per mettermi alla prova e per cercare spunti di riflessioni che in Italia non sarei riuscito a trovare. Per quanto io possa dare e aiutare, quello che ci guadagna a livello emozionale sono io: fare il fisioterapista mi dà la possibilità di raggiungere l’intimità della persona corporea, ma soprattutto dell’anima. Dare benessere a un corpo dolorante a causa della malattia mi appaga tantissimo e la felicità che porto nel cuore diventa contagiosa. Sono partito con la voglia di spaccare il mondo ma anche, non lo nascondo, con un po’ di timore, legato al fatto che dovevo partire da zero, usando solo le mie forze. Una lingua nuova, una cultura sconosciuta: sembra banale ma il colore della pelle ha un peso non indifferente. Qui è veramente difficile passare inosservati! Sto cercando, sforzandomi, di memorizzare qualsiasi momento vissuto qui, con queste persone, anche i più difficili che non sono mancati. I disagi, le situazioni forti che vivo a livello professionale e non, le storie e le facce delle persone, la semplicità, la ricca genuinità della gente, la pioggia incessante del pomeriggio, le privazioni, il senso di libertà. Difficile trascrivere delle emozioni su un foglio. Appena lo toccano perdono la loro profondità”.

Bianca Parise

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