Ponte sul Brenta ormai ci siamo, a fine settembre l’attesa apertura

Prima o dopo che sia, è una notizia molto attesa per chi si muove lungo l’ex ferrovia o comunque vuole attraversare il Brenta esclusivamente a pedali o a piedi. Ora, infatti, nessuno sarà più costretto a spostarsi lungo il ponte della Vittoria di Campo San Martino. E a sorbirsi, come è stato finora, il traffico pesante che l’attraversa, essendo questo secondo ponte parte della Desman. La nuova opera – ricordiamo- è lunga 127 metri e larga più di 2, con due pennoni al centro atti a sorreggerla. I costi invece sono ammontati a un milione e mezzo di euro, cui i finanziamenti sono stati ripartiti tra Provincia (250mila euro), Regione (un milione di euro) e la Fondazione Cariparo (250mila). Merito di un lavoro di squadra che si è riunito attorno all’Intesa programmatica d’area, che ha fatto parecchie pressioni in passato per portare a casa i contributi necessari. E’ rimasto, come preannunciato dalla politica locale, il vecchio pilastrone. Lo scopo è di fare da testimonianza storica del vecchio manufatto, abbattuto durante la seconda guerra mondiale sotto i bombardamenti dell’aviazione americana. Alcuni residui bellici sono rimasti a lungo nel fondale del Brenta. Peraltro proprio l’anno scorso, il 18 settembre, c’è stata l’evacuazione di oltre 2500 persone per far deflagrare una bomba. L’operazione è andata a buon fine, nonostante avesse bloccato i cantieri per almeno tre mesi.

Roberto Turetta

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