Profughi a Bojon, il Sindaco: “Il mio no allo SPRAR? Realismo amministrativo”

E’ polemica a Bojon, dove il no allo SPRAR da parte del sindaco di Campolongo Andrea Zampieri è stato criticato da alcuni esponenti del Partito Democratico.

“Sono stato invitato come sindaco ad una manifestazione di un partito per informare i cittadini, cosa alla quale mi sono attenuto con trasparenza ed onestà, e credo che questo sia nei miei compiti – esordisce il Primo Cittadino -. Dare informazioni contribuisce a far percepire il problema nelle sue corrette dimensioni  e quindi a creare un clima di maggiore comprensione e disponibilità. Non credo invece  che  demonizzando gli avversari o dando interpretazioni capziose alle cose  si contribuisca a calmare  gli animi o si risolvano i problemi”.

Ed entra nel merito della questione: “Il mio no allo SPRAR, come già dissi al Prefetto, non è una posizione ideologica ma un giusto e necessario realismo amministrativo: non abbiamo strutture libere, i costi in risorse umane ed economici  immediati e potenziali ci costringerebbero a ridurre i servizi alle persone o aumentare le tariffe. Di fronte a questo non credo di poter né di dover aderire allo SPRAR”.

“Non è vero che lo SPRAR protegge il comune dall’arrivo di ulteriori profughi – aggiunge – , basta vedere cosa succede nei comuni che hanno aderito: non a caso il sindaco di Prato, responsabile immigrazione dell’associazione dei comuni, ha invitato il governo a rispettare la clausola di salvaguardia, cioè a rispettare il 3%. C’è da chiedersi poi, visto che lo SPRAR sarebbe un’opportunità, perché vi aderiscano solo 1200 comuni italiani (15 %) su 8000?  Comuni di tutte le tendenze politiche, quelli che aderiscono, sempre secondo il sindaco di Prato, e, ovviamente, quelli che non aderiscano”.

“Allora – conclude il sindaco – il problema non può che essere da un’altra parte e quanto prima lo si capisce e si provvede, tanto prima il problema avrà meno difficoltà di risoluzione. E, comunque, se il 3 % è un’equa ripartizione, tale deve rimanere che si aderisca o meno allo SPRAR. Non vi possono essere comuni di serie A e di serie B a seconda che si accetti o meno le direttive del governo”.

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