Rovigo, Casa Rosetta patrimonio a rischio

A guardarla in superficie non si nota, ma Rovigo, tra le sue vie e le sue piazze, nasconde fascino, storia e soprattutto cultura. Tra le mura di palazzo Rosetta, o per meglio dire, nelle mura di “Casa Rosetta”, si nasconde quella che si pensa essere la rappresentazione del capoluogo polesano nel ‘500. Un affresco che, ad oggi, rischia di andare perduto.
Nel 2010 era stato al centro dell’attenzione per il suo valore storico. Il Lions Club di Rovigo aveva chiesto, infatti, alla Soprintendenza dei beni culturali il permesso per staccare e restaurare questo affresco cinquecentesco in quanto di grande importanza sia artistico-culturale, sia perché rappresenta l’unica opera nella quale è dipinta anche Rovigo cinta dalle mura. Ma nulla è stato fatto.
Il 16 settembre 2014 la situazione di Piazzale D’Annunzio ritorna sotto i riflettori per le lamentele di 14 famiglie che vivono in zona a causa delle paventate difficoltà ad accedere ai garage di proprietà, create dall’occupazione con le impalcature del suolo sul quale lo storico palazzo si affaccia, nonché all’impossibilità di procedere a lavori di ristrutturazione negli edifici in fondo al vicolo, di proprietà di due condomini, e per i quali si erano favorevolmente espresse le varie assemblee condominiali.
I cittadini chiedevano un intervento delle autorità competenti, anche al fine di non vedere scadere ulteriormente il valore di mercato dei propri immobili. Dalla Soprintendenza di Verona sembrava essere stato approvato il progetto di risanamento conservativo della casa ed il Comune avrebbe rilasciato il permesso di costruire.
Funzione degli interventi di risanamento sarebbe stata quella di salvare il bene architettonico e artistico consentendo di fare interventi di ampliamenti e modifiche non sostanziali, per dare un interesse anche economico al lavoro. La proprietà avrebbe avuto la possibilità di ricavare sedici appartamenti in pieno centro storico. Anche in questo caso, gli anni sono passati senza un nulla di fatto. Però, i cittadini sembrano ormai non tollerare più certi gesti e certi comportamenti non tempestivi della Pubblica Amministrazione, chiamata a trovare una soluzione nel rispetto del decoro urbano.

Serena Di Santo

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