Archiviazione caso Punta Canna, Cgil conferma la condanna

Dopo l’archiviazione del caso “Punta Canna” che questa estate ha infiammato la spiaggia di Sottomarina, non si fermano le poleiche. “Ci sentiamo in dovere di ribadire la nostra netta condanna nei confronti del comportamento del titolare della spiaggia di Sottomarina di Chioggia che inneggiava, con immagini e parole, al regime fascista – scrive infatti in una nota la Cgil Veneta -. Viviamo un tempo in cui i movimenti neofascisti e neonazisti aumentano di numero e come presenza nella società, sia in Italia sia in altri Paesi. Sono sempre più frequenti episodi di intolleranza, di razzismo, di violenza verso chi è più debole e diverso. Le parole di odio imperversano nel dibattito pubblico e sui social network. La Repubblica italiana – nata dalla Resistenza e fondata sulla Costituzione antifascista e sui valori di uguaglianza, libertà, solidarietà che vi sono scolpiti – non può rimanere indifferente di fronte a parole, esibizioni, manifestazioni che mettono in discussione le sue ragioni fondative. Perché questo nulla c’entra con la libertà di pensiero ma con i principi che regolano la nostra pacifica convivenza”.

 

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