Sciacalli in cimitero: “Io non taccio” la battaglia civile del papà di Mirko

Ogni volta è un immenso dolore. Per i genitori del neonato che, recatisi sulla tomba del piccolo, non hanno più trovato il trenino dal quale non si separava mai. O per la figlia di un’anziana donna che, puntualmente, trova sempre i vasi di fiori vuoti o gettati a terra. Non accennano a diminuire, anche a Cadoneghe e Vigodarzere, i furti messi a segno nei cimiteri.

Un fenomeno che non subisce flessioni, ma che si intensifica, purtroppo, con l’avvicinarsi della ricorrenza della commemorazione dei defunti. Per i famigliari, oltre alla rabbia, ogni volta si riapre la ferita della perdita del proprio caro. Ne sanno qualcosa Ettore e la moglie Ornella. Sono passati ormai quasi undici anni dalla morte del loro unico figlio. Mirko aveva 17 anni quando, in una limpida serata di dicembre, cadde a terra con la sua moto Yamaha 125 dopo aver urtato contro un’automobile che stava svoltando, a pochi metri da casa. Le sue condizioni, all’inizio, non sembravano così gravi, poi però la situazione precipitò fino alla morte del ragazzo. Un dolore infinito per i genitori, i parenti e i tanti amici che, ancora oggi, continuano a recarsi sulla sua tomba per un pensiero, una preghiera o deporre un fiore. In dieci anni i vandali, per almeno una dozzina di volte, hanno rubato fiori, portato via piante e qualsiasi cosa venisse posta.

Papà Ettore aveva pure affisso un cartello chiedendo ai ladri di avere rispetto per il dolore dei genitori. “Ho sempre denunciato tutti i furti – spiega -, vorrei solo che mi dicessero, a questo punto, cosa posso deporre sulla tomba perché qualsiasi cosa va portata via. Mi vedrò costretto a mettere sotto sorveglianza la lapide. Più volte, e non sono l’unico ad averlo fatto, ho chiesto di installare delle telecamere, ma non è mai stato fatto per problemi di soldi e con la motivazione che non si può violare la privacy di chi va al cimitero a piangere sulla tomba di propri cari. Di recente sono stato dal sindaco per porre direttamente la questione e spero che qualcosa si farà”.

Ettore ha scelto sempre di rendere pubblica la sua denuncia sui social. “È giusto che si sappia, che la notizia venga condivisa così che non si abbia paura di fare denuncia anche se non accade nulla. Ho raccolto le storie di tante persone Poi, però, sono in pochi quelli che vanno a denunciare i furti”. Ai social Ettore ha affidato anche tutto l’amore di un padre e di una madre per il figlio. Su Fb ricorda, puntualmente, Mirko nel giorno del suo compleanno (il 14 giugno scorso avrebbe compiuto 28 anni), o nella ricorrenza della morte avvenuta ai primi di dicembre. Questo il post per lo scorso anniversario. “Ciao Mirko. Dieci anni son passati, dieci anni da quella famosa sera. Era una serata serena, il cielo limpido e pieno di stelle. Quando alzo il capo e guardo il cielo mi sembra di vederti passare con la tua moto, ma forse mi sbaglio ma non è così perché io ti vedo tra le stelle che brillano. E tu lo questo lo sai”.

Nicoletta Masetto

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