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Presepe in tutte le scuole, a spese della Regione

“Una coincidenza felice: proprio il 29 novembre del 1223, giusto 794 anni or sono, papa Onorio III con la Bolla Solet Annuere approvò definitivamente la Regola dei Frati Minori dando, tra l’altro, il permesso a Francesco d’Assisi di celebrare la rievocazione della nascita di Gesù nella notte di Natale”.

Così Andrea Bassi promotore con Stefano Casali e Fabiano Barbisan della mozione con cui si chiede alla Giunta Regionale e al presidente Zaia di attivarsi affinché promuovano e, di conseguenza finanzino, la realizzazione nelle scuole e nei siti istituzionali del Presepe natalizio.

“A Greccio nell’imminenza della festa – continua il consigliere del Centro Destra Veneto – nell’inverno del 1223 Francesco stabilì che fossero portati un bue e un asinello a fianco di un altare portatile collocato sulla mangiatoia dove fu celebrata l’Eucarestia: a quell’evento si fa risalire la tradizione del Presepe natalizio simbolo di pace e a quell’evento ci si è ispirati nei secoli per ricreare nell’intimità delle nostre case la nascita di Gesù Cristo. Il Presepe non è un simbolo esclusivamente religioso, afferente alla tradizione cristiana: fa parte della nostra storia, entra nella storia dell’arte come in quella della pietà popolare. Sintetizza i nostri valori e rappresenta la famiglia, la concordia e la maternità”.

Nessuno mette in dubbio la laicità dello Stato e delle Istituzioni. Ma a chi mi attacca – prosegue Bassi – asserendo che il Presepe rappresenta un simbolo religioso che potrebbe infastidire altre religioni e fedi rispondo che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, il 18 marzo 2011, ha affermato il principio per cui il Crocefisso apposto in sedi pubbliche non ha nulla di coercitivo perché rappresenta un simbolo sinonimo di storia, cultura e tradizione: se ciò vale, giustamente per il Crocefisso, perché non deve valere per il Presepe? Se c’è un simbolo che rappresenta la nostra cultura che si apre al mondo e dialoga con il mondo è proprio il Presepe e lo sappiamo bene noi a Verona dove la tradizionale esposizione all’Arena, da trentatré anni, richiama visitatori da ogni dove e nessuno si sente offeso”.

“La scelta poi – conclude il consigliere – di puntare forte sulle scuole non è affatto casuale: in questi anni dove Crocefisso e Presepe, come anche canzoncine e recite natalizie, vengono occultati o peggio vietati dalle aule nel nome del multiculturalismo imperante è fondamentale agire in controtendenza. La scuola è un luogo per eccellenza di educazione e formazione del futuro del nostro popolo: sarebbe decisivo che i ragazzi italiani, a contatto con questa multiculturalità sempre più presente nelle scuole e nei luoghi di svago, conoscano, capiscano e concorrano a preservare i valori che hanno contraddistinto la nostra nazione attraverso la tutela, il ricordo e la celebrazione anche delle festività. La negazione dei simboli della nostra cultura e del nostro passato, infatti, porterebbe all’indebolimento e, in un tempo molto più breve di quel che pensiamo, allo scardinamento di alcuni dei principi cardine su cui si fonda la nostra civiltà. Sta a noi decidere se assistervi inermi o provare a fermare questa assurda deriva”.

Anche il vice presidente Gianluca Forcolin alimenta il dibattito, scrivendo nella sua pagina Facebook: “Il consiglio regionale dice SÌ ai presepi sulle scuole. Peccato che qualcuno come sempre, a parole davanti ai ragazzi, dica di essere favorevole ma poi quando c’è da votare esprima parere contrario con la scusa che questo voto va a ledere l’autonomia scolastica”. E aggiunge: “La politica serve per dare dei messaggi. Quello che la maggioranza di centro destra, è stato forte e chiaro, come forte e chiara la contrarietà del Pd, gli stessi che troviamo in prima fila in chiesa alla domenica”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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