Rovigo, l’arte entra in carcere come terapia

L’arte terapia entra nel carcere di Rovigo: Gianni Cagnoni, artista rodigino e dottore in psicologia clinica, mette al servizio la sua arte per i detenuti della casa circondariale di Rovigo. Il laboratorio si svilupperà in una serie di incontri settimanali per la durata di sei mesi e il materiale occorrente per lo svolgimento delle attività è stato donato dalla “Galleria Il Melone Arte Contemporanea” di Rovigo. L’iniziativa è resa possibile grazie alla collaborazione tra la direzione e l’area giuridico pedagogica del carcere, con la garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Rovigo Giulia Bellinello. L’intenzione è favorire un dialogo tra la società civile e le persone che scontano una pena ma cercano la via del cambiamento. “È noto che la pittura – afferma Gianni Cagnoni – così come le altre espressioni artistiche quali il teatro, la musica e le altre discipline affini, aiuti a ricercare il benessere psicofisico attraverso l’espressione artistica dei pensieri, dei vissuti e delle emozioni. Utilizzando le potenzialità, che ogni persona possiede, è possibile elaborare creativamente tutte quelle sensazioni che non si riescono a far emergere con le parole nei diversi contesti quotidiani”. L’arte terapia è una tecnica moderna affermatasi in Inghilterra e negli Usa negli anni ’60, che ha riscontrato interesse in Italia solo di recente e che aiuta a conoscere e a esprimere le emozioni utilizzando immagini, permettendo un’espressione diretta, immediata, spontanea, arcaica e istintiva di se stessi.

Melania Ruggini

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