Terzo giorno di protesta: un centinaio di migranti fermi a Codevigo, gli altri hanno chiuso i cancelli a Conetta

Marcia verso Venezia si arresta a Codevigo.
Intendevano arrivare a Venezia, per incontrare il prefetto Carlo Boffi, le decine di profughi di Conetta che lunedì hanno iniziato a protestare contro le condizioni di vita nel centro di accoglienza all’ex base militare di San Siro. Al calare del buio, ieri, si era fermata la loro inesorabile marcia, costantemente sorvegliata dalle forze dell’ordine, a Santa Margherita di Codevigo. Lì erano stati raggiunti da due bus della cooperativa Edeco, all’interno dei quali hanno trascorso la notte. Questa mattina si sono rimessi in cammino, ma dopo un chilometro si sono fermati nuovamente lungo da SP53 e sono stati raggiunti dal prefetto Carlo Boffi e dal questore Danilo Gagliardi. Ma al termine del colloquio, i richiedenti asilo sono rimasti nella località padovana, continuando la loro protesta. Intanto, a Conetta, gli ospiti della base hanno chiuso i cancelli d’ingresso del campo, dove il prefetto e il questore si sono recati nel primo pomeriggio.

Il sit-in di ieri a Pegolotte. Il sindaco Panfilio: “E’ necessario schierarsi”
Ieri, martedì 14 novembre, i manifestanti avevano organizzato un sit-in in piazza a Pegolotte per chiedere al ministero dell’Interno di intervenire. Sul posto era giunto anche il vicario del prefetto Sebastiano Cento, per ascoltare le loro richieste. Nel centro di accoglienza di Conetta “non sono cambiate le condizioni” dichiara il sindaco di Cona Alberto Panfilio. Dobbiamo renderci conto che è necessario schierarsi: chi è favorevole che l’accoglienza si svolga in una tendopoli e chi non è favorevole. E siccome nessuno lo sarà, la politica prenda in mano la situazione, ma non per finta”. Un frecciata ai ministri Alfano e Minniti: “So quanto la Prefettura di Venezia si sia adoperata a Roma e so quanto la risposta politica sia stata arrangiatevi”.

Strade bloccate
Nei giorni scorsi, a partire da lunedì, alcune decine di richiedenti asilo avevano bloccato alcune vie del paese, creando grossi disagi alla viabilità. “Cona no buono” la parola d’ordine della protesta, con tanto di cartelli. Oggetto della manifestazione le condizioni di vita all’interno del centro: dal freddo, al sovraffollamento, alla lentezza delle procedure burocratiche per ottenere il diritto d’asilo. La goccia che ha fatto traboccare il vaso la revoca del permesso temporaneo a uno di loro, a causa di una precedente rissa con un altro ospite del centro.

 

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