“Ad Adria una grande squadra”

Steven Anostini compirà 19 anni il 23 febbraio prossimo, frequenta la quinta ragioneria all’istituto De Amicis di Rovigo e da luglio veste la maglia dell’Adriese. Terzino di ruolo, Steven è di Pontecchio Polesine ed è al suo primo anno in una squadra di serie D. Nel derby vinto 2-0 contro il Delta ha disputato, al pari di tutta la difesa, e non solo, una gara impeccabile. E ora, dopo la gioia per l’ottima prestazione i granata si rituffano per preparare un finale di girone di andata impegnativo.

“Sarà un tour de force importante – dice il giovane difensore polesano -, visto che oltre al Mantova, prima della fine del girone dovremo giocare contro Campodarsego e Arzignano Chiampo, prime della classe”.

Il tuo rendimento finora è molto positivo.
“Cerco sempre di dare il massimo, ascoltando i consigli del mister e anche dei miei compagni, soprattutto quelli con maggiore esperienza”.

Che ambiente hai trovato ad Adria?
“Bellissimo. Credo che sia il posto ideale per un giovane come me per crescere non solo calcisticamente parlando. Il gruppo è fantastico e quando parlo di gruppo mi riferisco a tutte le componenti della società, dal magazziniere al massaggiatore. La mia presenza nel derby era in dubbio perché al giovedì precedente avevo preso una forte botta al muscolo della gamba, ma i sanitari hanno fatto un lavoro eccezionale e il recupero è stato totale”.

Calcisticamente, dove sei cresciuto?
“Ho cominciato a giocare nella squadra del mio paese, Pontecchio Polesine, poi nella categoria Esordienti sono andato a Rovigo, allenato da Denis Tenan, e poi alla Spal, dove ho fatto il resto della trafila del settore giovanile, fino allo scorso anno, quando ero nella rosa della Primavera”.

Che differenza hai notato passando dal settore giovanile ad una prima squadra?
“Notevole. Nel settore giovanile, anche nella Primavera, devi esprimere un bel calcio e, in un certo senso, ti puoi permettere anche di perdere qualche partita in più, mentre in una prima squadra di serie D, il risultato conta eccome”.

Fino ad ora, all’Adriese sono arrivati l’uno e l’altro.
“Prima del derby avevamo lasciato per strada qualche punticino di troppo, non raccogliendo il giusto, ma dimostriamo di aver un buon equilibrio di squadra”. Quali sono le tue caratteristiche principali e dove hai margini di miglioramento? “Corsa e dinamicità sono le mie doti, devo migliorare nella tecnica, ma qui ad Adria ho la fortuna di allenarmi con giocatori importanti e il mister sa il fatto suo e, avendo allenato anche il settore giovanile del Cittadella, ha un occhio di riguardo anche per noi giovani”.

Cosa ti piacerebbe fare da grande?
“Eh, il mio sogno sarebbe quello di poter arrivare a giocare nei professionisti, ma so che ci vogliono molteplici fattori: io continuerò sempre a impegnarmi e a dare il massimo”.

Steven Anostini Cristiano Aggio

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