Amidei: “Voglio tornare in Senato, ma non con Forza Italia”

Bartolomeo Amidei fino allo scorso ottobre era senatore di Forza Italia. Poi, di colpo, ha annunciato l’abbandono dal gruppo parlamentare del partito in cui milita fin dalla nascita. Un vero e proprio colpo di scena. Ma alle prossime elezioni, annuncia, ci sarà lo stesso.

Senatore, come mai ha lasciato il gruppo di Forza Italia?
“Ci sono state due condizioni che mi hanno portato a questa decisione: una è la politica fin troppo inclusiva di Forza Italia provinciale: non è possibile far entrare nel partito persone come Stefano Bellinazzi e Andrea Bimbatti. Il primo alle ultime elezioni comunali ha creato una lista, appoggiando Nadia Romeo (Pd) contro Forza Italia, che appoggiava il sindaco della Lega Nord Bergamin. Anche Bimbatti ha fatto una lista contro la coalizione Lega-Forza Italia. Ovvio che a un certo punto far finta che non sia successo nulla non mi sembra corretto nei confronti degli elettori. Poi si dice che gli elettori perdono fiducia nella politica, ma è chiaro che se vedono nascere questi inciuci, chissà per quali scopi, si demotivano nei confronti del voto e dei partiti. Io sono per la politica chiara, questa politica intrusiva non mi appartiene, perciò ho deciso di dimettermi da commissario provinciale anche se ero stato riconfermato. Sono stato l’unico parlamentare ad ottenere la riconferma in questo ruolo: gli altri erano stati rimossi da Adriano Paroli, commissario per la regione Veneto, ma bresciano: altra cosa vergognosa. Viene giù una volta al mese, ovviamente a Padova, e credo che, comprensibilmente, abbia ben poco a che spartire con la politica veneta”.

E ora che la legislatura volge al termine?
“Ormai la legislatura è finita, quindi non ho più nessun dovere morale. Io poi non facevo parte della cerchia dei raccomandati, candidati nelle liste tra i primi posti, che in quanto tali hanno un debito di riconoscenza. Io mi sono ritrovato lì quasi per caso, perché subentrato alla senatrice Casellati”.

Di cosa si è occupato nel corso del mandato?
“Mi sono fatto promotore di varie iniziative in Senato a favore dell’agricoltura, mio interesse principale, essendo un professionista del settore che ha lavorato anche con molte multinazionali. È importante che chi fa politica a certi livelli sappia di cosa parla, e quindi che sia competente nelle materie di cui si occupa. Mi sono poi impegnato per fare in modo che nell’etichetta sia riportata la sede e l’indirizzo dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento: è importante che i consumatori sappiano esattamente cosa trovano sullo scaffale, è una questione di trasparenza e sicurezza”.

Pochi giorni fa ha annunciato il suo ingresso in Fratelli d’Italia. Come mai ha scelto questo partito? “Io ritengo la legge elettorale cosiddetta Rosatellum invotabile e il fatto che Forza Italia voti a favore mi basta per dire che non posso più stare dentro quel partito. Si va dicendo da anni che i cittadini devono poter scegliere da chi essere rappresentati e invece facciamo una legge che in maniera autoritaria e del tutto coercitiva permette di scegliere i soliti raccomandati, tant’è che io l’ho ribattezzato Raccomandatellum. A questo aggiungo l’attenzione di Fdi sui temi dell’agricoltura e del made in Italy e la difesa del valore della famiglia – sociali, culturali e anche religiosi – che condivido pienamente”.

Giorgia Gay

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Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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