Benedetti (M5S): “Si può fare politica in modo diverso, l’abbiamo dimostrato”

“Vorrei poter proseguire il lavoro intrapreso” dice Silvia Benedetti, parlamentare del Movimento 5 Stelle, a poche settimane dalla fine della legislatura.

Come giudica questa sua prima esperienza alla Camera?
“Indubbiamente questo mandato da parlamentare mi ha fatto appassionare alle istituzioni. Mi ha dato la conferma che il problema non sono il Parlamento, la Regione o il Comune in sé, ma chi risiede in quelle istituzioni. È stata un’esperienza molto impegnativa ma al tempo stesso bellissima. Portare avanti l’impegno seriamente significa trovarsi a studiare pile di carte, approfondendo e provando a riportare tutto nella dimensione quotidiana. Ma significa anche ottenere soddisfazioni che ripagano abbondantemente”.

Il vostro Movimento si è posto più volte in contrasto con il Governo se non in rotta di collisione vera e propria. Ha giovato?
“Anche come opposizione secondo me siamo stati funzionali ad alzare l’asticella della qualità delle scelte politiche. Abbiamo, come c’eravamo impegnati a fare, fatto le pulci su ogni provvedimento e soprattutto portato in Parlamento temi che altrimenti non sarebbero mai stati affrontati.Sono orgogliosa, come credo tutti i miei colleghi, di aver dimostrato che la politica può essere fatta in modo diverso, anche senza fare spese folli e percependo metà dello stipendio stabilito: è così che invece di versare 154mila euro nel mio conto corrente, questi soldi li ho versati nel fondo di garanzia per la microimprenditorialità”.

Quali i risultati ottenuti in cinque anni di attività?
“L’aspetto più significativo e gratificante di questa esperienza è il fatto di essere stata una portavoce. Di aver cercato sempre cioè di portare la voce di chi vive i problemi sulla propria pelle fungendo da megafono. Nel mio caso, uno dei lavori in cui maggiormente si è concretizzata questa realtà e che mi sta più a cuore è stato quello fatto da cittadini della zona del Prosecco con il quale abbiamo portato alla ribalta il tema dei fitosanitari. Un altro risultato importante è stato quello di richiamare l’attenzione del Governo sulla contaminazione da Pfas che fin da subito abbiamo cercato di seguire da vicino collaborando con le realtà locali che tutt’ora continuano a battersi per affrontare questo enorme disastro”.

Per la nostra provincia quali aspetti ha affrontato in particolare?
“Tra i risultati più importanti ci sono poi tutte le battaglie locali fatte assieme ai nostri consiglieri comunali, in molti casi con esposti che si son dimostrati l’ariete per riportare giustizia e onestà. Tra tutti, visti i recenti sviluppi, il lavoro di denuncia fatto sul Consorzio Padova Sud e sulla partecipata Padova T.r.e. sui quali per primi puntammo la lente d’ingrandimento sollevando molte perplessità che oggi sono parte integrante dell’inchiesta su quello che potrebbe essere uno degli scandali più grandi della bassa padovana”.

Su quali temi vorrebbe impegnarsi, se ne avrà l’occasione?
“Mi piacerebbe poter lavorare ancora su ambiente e agricoltura. Alcune battaglie ambientali sicuramente saranno ancora, purtroppo, necessarie e sarà ancora essenziale l’impegno e la partecipazione di tutti, in qualità di cittadini. Penso ad esempio a quella strettamente d’attualità nel nostro territorio contro il consumo di suolo e contro la speculazione dei centri commerciali.Per quanto riguarda l’agricoltura mi piacerebbe continuare a lavorare nell’ambito della ricerca finalizzata a soluzioni per un’agricoltura sostenibile, come ad esempio quella portata avanti dal Crea sulla semina su sodo senza necessità di utilizzare glifosato”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

Lascia un commento