Federazione Comuni Camposampierese, Bui: “Condividere è la via per crescere, in gioco c’è il futuro del territorio”

Fabio Bui, 52 anni, sindaco di Loreggia al suo secondo mandato e vicepresidente della Provincia di Padova, da gennaio sarà il nuovo presidente della Federazione dei Comuni del Camposampierese. Subentra al sindaco di Camposampiero Katia Maccarrone, che nel 2017 ha avuto il turno di presidenza.

Da dove iniziamo sindaco Bui?
“Innanzitutto dai ringraziamenti per coloro che a partire da 15 anni fa hanno avuto quella “lungimirante” idea politica di cominciare a pensare assieme, condividendo prospettive e garantendo “riconoscibilità” ai servizi di questo territorio. Ricordo con affetto quei momenti della costituzione, perché partecipai da funzionario alla costituzione e ne seguii la fase che doveva portare alla traduzione delle idee politiche in azioni concrete. Eravamo tra i primi e gli allora Sindaci non avevano modelli di riferimento, ma avevano certamente dalla loro la convinzione e l’ambizione di cambiare il sistema della gestione di questo territorio. Inoltre un grazie particolare, oltre che ai colleghi Sindaci e Amministratori del Consiglio di Federazione, desidero tributarlo al Sindaco Maccarrone, che in quest’anno ha retto la Federazione senza l’aiuto di un direttore generale a tempo pieno che reggesse le sorti e indirizzasse una struttura amministrativa complessa come quella della Federazione. Come i miei colleghi che mi hanno preceduto, mi adopererò per consolidare l’Ente nelle sue straordinarie potenzialità, non esentandomi dal cercare di adeguare quelle scelte che vanno aggiornate. Credo ci sia un unico “faro” di riferimento, che è quello della condivizione. Localismi e personalismi sono una risorsa se inseriti in un ragionamento territoriale, che sappia far cogliere le convenienze economiche, sociali e culturali di questo stare assieme, altrimenti diventano un freno e ci relegherebbero alla marginalizzazione di ogni processo decisionale, rispetto alle nuove e sempre più veloci esigenze della comunità nazionale ed europea”.

Uscite da un anno ricco di polemiche, vero?
“Alle polemiche preferisco le proposte, quelle fattibili non strumentali. Chi mi conosce sa che sono una persona incline all’ascolto, alla mediazione, ma a orientare i rapporti non deve essere il consenso elettorale, ma le prospettive di sviluppo del Camposampierese. La precondizione della collaborazione e dell’ascolto deve essere il rispetto della persona, che talvolta è mancato. Rispetto per gli amministratori tutti, ma anche e soprattutto della struttura amministrativa dei dipendenti talvolta oggetto di giudizi “poco consoni”. Sono loro l’anima e il motore di questo Ente. La mia presidenza inizia a fianco del nuovo direttore generale; avrò la fortuna che alla “regia” della struttura amministrativa sia arrivata la dottoressa Giacometti che ha superato brillantemente la selezione e che possiede un curriculum di tutto rispetto nel campo della gestione consolidata dei servizi. Impareremo a conoscerci e a collaborare”.

Quali sono i suoi primi obiettivi?
“Sono due per la verità gli obiettivi. Il primo, forse quello più ambizioso, è di riuscire a tradurre alla cittadinanza tutta la straordinaria convenienza dello “stare e pensare assieme” come territorio, dove il particolare e il locale non viene soffocato ma esaltato dalla condivisione. I “costi della non città”, che hanno caratterizzato questi anni il dibattito proprio a partire dalla nostra esperienza non deve rimanere argomento di convegni o di riunioni, ma deve tradursi in coraggio e lungimiranza di attuare azioni e politiche condivise nel medio periodo. Il secondo obiettivo, forse più utopistico, è quello di far capire che nelle gestioni associate dei servizi non si può ragionare per appartenenza politica, ma per la capacità di proporre idee, soluzioni, prospettive. La Federazione non è l’arena dove giocarsi il destino futuro degli amministratori, ma quello di questo territorio”.

Lorena Levorato

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