Francesco, nato ai “confini della vita”, compie un anno la vigilia di Natale

Nato troppo presto, troppo piccolo, troppo fragile. Un esserino che non risponde alle cure, tanto che i genitori decidono di farlo battezzare in ospedale. Ma Francesco (nome di fantasia) è stato più forte delle statistiche, che segnavano il suo destino come sfavorevole. Mancano pochi giorni al Natale dello scorso anno, la gravidanza della mamma di Francesco decorre in maniera regolare, ma l’improvvisa rottura delle membrane causa la completa perdita del liquido amniotico alla 22° settimana di gestazione: Francesco nasce pochi giorni dopo all’ospedale “Pietro Cosma” di Camposampiero, proprio nel periodo in cui un bambino prematuro può incominciare ad avere le prime speranze di sopravvivenza. Il suo peso è di circa 600 grammi.

La vita di Francesco, preso in carico dall’Unità operativa complessa di Pediatria diretta dal dottor Marco Filippone, inizia pesantemente in salita non solo a causa del pochissimo peso, ma soprattutto per una gravissima immaturità respiratoria che richiede già dalle prime ore un supporto molto intenso. Seguono un paio di settimane di stabilità, poi un nuovo grave peggioramento delle condizioni cliniche, in particolare per estrema difficoltà di ossigenazione.

Questo quadro respiratorio sembra non rispondere ad alcuna terapia, malgrado l’applicazione delle massime cure tecnologiche e farmacologiche. Per molti giorni Francesco rimane in bilico sul crinale della vita, in una condizione di fragilità estrema, che fa temere il peggio tanto che i genitori, come si fa in questi casi, scelgono di battezzare il bambino in reparto. Malgrado la grande preoccupazione per la sopravvivenza e per i possibili danni che un bambino prematuro in quelle condizioni può subire, i familiari non hanno mai abbandonato la speranza che un giorno quel loro figlioletto potesse riprendersi. La mamma lo ha tenuto tra le braccia anche nei momenti più critici, quando le speranze sembravano ridotte veramente al minimo.

Dopo circa quindici giorni di grande instabilità, però, le condizioni del piccolo paziente dimostrano i primi segni di un possibile miglioramento; piano piano il respiro diventa più efficace ed autonomo, permettendo poco per volta di ridurre il supporto del ventilatore meccanico e l’utilizzo di alcuni farmaci. Francesco dimostra straordinarie capacità di recupero e nel giro di qualche settimana è in grado di respirare da solo, con ottimi livelli di ossigenazione. Purtroppo durante il periodo più impegnativo il bambino sviluppa un’importante sofferenza della retina, complicanza che richiede un delicato intervento chirurgico. Dopo il grande, insperato miglioramento della sua funzione respiratoria, Francesco comincia a crescere e a svilupparsi rapidamente. Rimane ricoverato oltre 4 mesi, e alla dimissione pesa 2.800 grammi.

“L’esperienza vissuta al fianco di Francesco – commenta il dottor Filippone – resta indimenticabile per tutti noi, per le straordinarie risorse mostrate da un bimbo così fragile e per le grandi doti di umanità e di coraggio della sua famiglia”. La vigilia di questo Natale 2017 il bambino, ormai di circa 8 chilogrammi, compirà un anno nella sua casa, attorniato dall’amore dei suoi cari che continuano ad amarlo, coccolarlo e a stargli vicino in quella sua sfida per diventare “grande”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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