Gestione rifiuti, Tribano Rinasce: “Per anni abbiamo pagato troppo”

La voragine dei conti gonfiati di Padova Tre impone al gruppo consigliare di minoranza “Tribano Rinasce” una riflessione. “Padova Tre ha imposto aliquote elevate ed arbitrarie spesso senza approvazione dei consigli comunali- spiega il consigliere Massimo Cavazzana-. I vertici della società hanno utilizzato questo artificio per sanare la voragine crescente dei loro conti imponendo una ulteriore stretta contributiva ai residenti della Bassa. In tre anni, dal 2013 al 2015, Padova Tre ha incassato dieci milioni di euro in più rispetto a quanto indicato nei piani finanziari. Tutto questo si aggiunge ai 40 milioni di euro di ammanchi già riscontrati nei bilanci della società ai quali si aggiungono tariffe superiori almeno del 30 %. Il meccanismo era semplice: Padova Tre ha imposto addizionali tariffarie non dovute”. Alla fine della vicenda ora si parla di 40 milioni di buco di bilancio e 10 milioni di sovrafatturazioni di bollette. “Si tratta di una tariffa accettata in consiglio comunale- aggiunge Cavazzana- dal 2009 al 2017 e pagata con un costo reale in più del 30%. E come se non bastasse, alle tariffe si è applicata l’ IVA al 10%”. Una cosa è certa: i cittadini del comune di Barbona, rimasti fuori dal Consorzio, hanno risparmiato un milione di euro e non hanno sulle spalle un debito di 40 milioni di euro. Tutti gli altri cittadini della Bassa sembra invece siano sono stati soggetti a bollette gonfiate per 10 milioni di euro e abbiano continuato a pagare iva non dovuta. Si sarebbe invece forse potuto pagare la metà, essere efficienti, essere autonomi e non avere sprechi . “La cosa più importante è che i sindaci devono riprendersi in mano il loro potere, più che mai ora che non abbiamo più a che fare con i rifiuti, ma con dei beniafferma il consigliere. Sia chiaro che i cittadini producono dei beni come la carta, la plastica, il vetro, il metallo, l’ umido, il verde che assieme a quel poco secco che resta risultano un vero e proprio investimento. Se i sindaci lo capiscono possono trattare con le realtà private, che nel tempo risultano essere sempre le stesse, imponendo loro le regole del mercato e non subendole o ancora peggio permettendo che la politica le trasformi in una rete opaca funzionale al business o alla mala gestione”.

Cristina Lazzarin

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