Home Veneto Il blog del direttore La campagna per le politiche parte da destra

La campagna per le politiche parte da destra

Destinazione Paradiso, cantava Gianluca Grignani nel ’95, anni in cui l’attuale segretario del Pd era poco più di un ragazzo pieno di sogni e belle speranze. E chissà se Renzi pensava proprio a questo scegliendo il titolo della sua campagna per le prossime politiche. Certo questo viaggio in treno con Destinazione Italia ha lasciato a piedi il Pd e, in generale, il centrosinistra, già alla prima grande fermata: le elezioni in Sicilia.

Una brusca frenata che è arrivata subito a ridosso di un’altra grande sconfitta elettorale subita in campo veneto, quella contro Zaia, il campione della Lega a Nord-Est. Non è facile prevedere oggi dove sia diretto il treno renziano, la meta non è ben chiara, come non sono ben definite le identità dei passeggeri. E certo le divisioni e le spaccature del centrosinistra non fanno ben pensare: come potrà funzionare una eventuale coalizione di fuoriusciti recenti dal Pd, un vagone di nemici giurati non farebbe sbandare paurosamente il capotreno dalla sua destinazione ideale? Dalle elezioni siciliane esce molto meglio, invece, l’altra metà campo, quella del centrodestra, molto rivolto a destra. Questa squadra ha dimostrato che insieme si vince, anche riproponendo lo stesso candidato che cinque anni fa aveva perso rovinosamente.

Già nel ’94 Berlusconi dimostrò che mettere tutti contro uno paga e oggi, più di vent’anni dopo, vorrebbe essere ancora lui a mettere tutti attorno ad un tavolo per giocare la stessa partita. Ma l’idea sembra piacere solo a lui e ai suoi fedelissimi. E’ vero anche che né la Meloni né Salvini, però, sembrano avere tutte le carte in regola per guidare il nuovo centrodestra. Perciò la questione leadership continua a rimanere il vero problema della coalizione. In terra veneta lo schema tutti contro uno può funzionare eccome, sempre che il Governatore Zaia, uscito rafforzato dal referendum, accetti di scendere a patti con chi, certamente, vorrebbe comandare anche in casa sua. E’ da considerarsi certamente ragguardevole il risultato del M5S in Sicilia, il cui voto di lista ha raggiunto il 26,7%, anche se di molto inferiore al risultato delle politiche precedenti che l’avevano visto al 33,6%. Certamente i grillini stanno preparando una discesa in campo senza precedenti, in Veneto sono diventati autonomisti convinti, mentre il Pd sulla stessa questione arzigogola e tentenna, senza ammettere che buona parte dei suoi elettori è andata a votare al referendum e ha votato sì. Ma da qui alle urne alcune cose possono cambiare e, certamente, non mancheranno i colpi di scena. Almeno su questo c’è certezza.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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