La Cittadella socio sanitaria di Cavarzere verso una completa privatizzazione

Via libera alla privatizzazione della Cittadella socio sanitaria di Cavarzere: l’Ulss 3 Serenissima ha ricevuto il consenso dalla Regione Veneto per procedere con la liquidazione della sperimentazione gestionale della struttura, che costituisce un importante punto di riferimento sanitario nel territorio. Attualmente la Cittadella presenta un assetto societario pubblico-privato, autorizzato di tre anni in tre anni, ma da tempo è in attesa di una stabilizzazione, che potrebbe avvenire o attraverso una completa privatizzazione o attraverso un ritorno al pubblico.

Sta di fatto che “ad oggi questa struttura funziona” afferma il sindaco di Cavarzere Henri Tommasi, “se andrà meglio quando si farà in un modo o in un altro (completamente pubblico o completamente privato, ndr) sarà tutto da vedere”. E prosegue: “Se la Regione ha fatto questa valutazione è perché probabilmente non aveva risorse per effettuare un investimento di un certo tipo nel territorio”. Infatti la struttura attualmente presenta un trend positivo, il servizio è gestito da un privato, ma necessita di una riqualificazione degli immobili, proprietà della Regione. Ma la principale preoccupazione di Tommasi è il mantenimento degli attuali servizi. Questo l’obiettivo dell’ordine del giorno, approvato trasversalmente dal consiglio comunale cavarzerano, che ha inteso dimostrare al consiglio regionale il vivo interesse di Cavarzere per la Cittadella.

“Perché siano mantenuti i servizi bisogna anche richiederli” attacca l’ex sindaco, ora capogruppo della lista Tricolore Pier Luigi Parisotto, che rimprovera la giunta Tommasi di essere intervenuta troppo tardi. “Sono anni che ci stiamo dietro e che ci confrontiamo per ottenere una soluzione” replica il Primo cittadino.

La soluzione giusta, per Parisotto, coinciderebbe con quella adottata in extremis dalla Regione: “Il 17 ottobre scorso – racconta l’ex sindaco – è uscita una delibera della giunta regionale che prevedeva nel bilancio da discutere in Consiglio regionale anche la liquidazione del socio privato della Cittadella socio sanitaria e l’acquisizione del servizio in forma pubblica”, opzione che avrebbe riportato allo stato precedente alla nascita della Cittadella. In altre parole “il pubblico non avrebbe più investito” secondo Parisotto, che invece si dice “molto fiducioso” della privatizzazione: la scelta giusta, a suo parare, su una questione di fondamentale importanza come “la sanità in un territorio fortemente invecchiato”. La Cittadella, infatti, opera soprattutto nella prevenzione e cura dei post acuti e richiama pazienti anche da fuori Regione.

Di tutt’altro avviso la Fp Cgil: “Esprimiamo forte contrarietà su questa scelta che di fatto privatizza la struttura e siamo perplessi sul come si è arrivati a questa decisione. Prima la Regione era contraria alla privatizzazione, poi nel giro di due mesi la sterzata in direzione opposta. Cos’è successo? Non vorremmo che questa fosse l’occasione per regalare a terzi servizi sanitari la cui gestione sta sempre più diventato un affare”. Inoltre la sigla sindacale chiede la piena garanzia occupazionale di tutti i lavoratori presenti. “Ci faremo promotori di azioni a tutela di questo prezioso servizio – conclude – e chiediamo a tutte le forze sociali, all’associazionismo e alle forze politiche di attivarsi per garantire ai cittadini di questi territorio il diritto alla salute”.

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