Marcia della Pace 2018 ad Agna “non è protesta ma gesto solidale”

Dopo la marcia dei migranti in fuga dall’hub di Conetta che ha messo sottosopra mezza provincia la Chiesa di Padova sceglie Agna, a metà strada fra i due centri di accoglienza di San Siro e di Cona, per la marcia diocesana della pace. Domenica 14 gennaio sarà il vescovo Claudio Cipolla a guidarla e a celebrare la messa della giornata mondiale 2018 che Papa Francesco ha dedicato a “migranti e rifugiati, uomini e donne in cerca di pace”.

E ci saranno anche loro, i migranti, ad unirsi alla marcia e ad animare la celebrazione con il coro “Rinascita” che da mesi canta ogni domenica nella parrocchie padovane. Dopo la forte presa di posizione del vescovo di Padova al termine della clamorosa protesta dei migranti in fuga dall’ex base di Cona la Diocesi, che in questo frangente è voluta scende in campo concretamente, a differenza delle altre istituzioni, conferma l’attenzione verso il territorio che da due anni vive le contraddizioni e le tensioni dell’accoglienza.

“Non si marcia per velare tutto di buonismo, né con spirito di protesta. – spiega suor Francesca Fiorese, direttrice della pastorale sociale e del lavoro – Si marcia con uno sguardo mondiale alla pace di tutti i popoli, di tutte le comunità e di tutti i cuori. Il territorio in cui vogliamo celebrare la giornata si fa carico, più di ogni altro nella nostra Diocesi, dell’accoglienza di fratelli in fuga. Qui si tocca con mano il dolore di chi arriva e la fatica di chi ospita; le difficoltà, oggi più che mai, di una gestione dignitosa, trasparente e condivisa dell’accoglienza. Nella marcia ad Agna vogliamo unire i nostri passi a quelli delle persone residenti e delle persone provenienti da altri paesi, per pregare e operare gesti di pace nelle nostre terre e vivere nella giustizia e nella solidarietà. E’ una scelta che vuole essere un segnale di vicinanza e comprensione alle realtà del territorio, provate da questa massiccia presenza, ma anche sottolineare che la guerra è davvero vicina: la realtà dei richiedenti asilo e dell’esodo dalle terre africane è il segno evidente di conflitti reali, concreti che avvengono lontano ma ci arrivano in casa. Conflitti che ne fanno nascere altri di dimensioni e modalità diverse, ma che chiedono di trovare atteggiamenti e soluzioni per superare barriere e ostilità e dare centralità alla dignità della persona, come i fatti di questi giorni hanno evidenziato”.

In preparazione alla marcia la Diocesi ha proposto una serata di riflessione in collaborazione con i vicariati di Agna, Conselve e Pontelongo. Un incontro aperto alle istituzioni del territorio e alla cittadinanza, con la testimonianza viva di Luigi Ammatuna, ex sindaco di Pozzallo, nel ragusano, che in quattro anni ha accolto oltre 100 mila migranti. “Sono stati anni difficilissimi ma non mi pento di aver accolto degli esseri umani che avevano bisogno. Ho tenuto la lingua stretta tra i denti per non accendere la miccia della lamentela”, ha raccontato l’ex sindaco siciliano.

Nicola Stievano

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