Mattia Degani: vent’anni di tennis, passione vera

Ha iniziato a praticare questo sport all’età di quattro anni e da allora, salvo una breve parentesi, non ha più smesso. Stiamo parlando di Mattia Degani, 24enne tennista atestino. “All’epoca c’era mio fratello maggiore che giocava e, come spesso accade in questi casi, ho voluto imitarlo”. Che il piccolo Mattia fosse particolarmente predisposto alla disciplina è apparso subito chiaro a tutti: “A sei anni e mezzo ho partecipato al primo torneo e l’ho vinto. Così pochi mesi dopo mi sono trasferito al Tennis Club di Padova, che all’epoca era il migliore del Veneto. Ho preso parte a numerose altre competizioni ottenendo successi importanti sia in singolo sia in doppio”. Insomma, un inizio di carriera eccezionale. Poi, con il passare degli anni, ecco arrivare i primi guai fisici. “A 14 anni ho subito un grave infortunio alla spalla che mi ha costretto a rimanere fermo per due anni. Ho raggiunto comunque la serie B, ma soffrivo moltissimo perché sentivo che il mio corpo non stava bene”. A 22 anni la decisione più difficile: il ritiro. “Ero esasperato e ho scelto di dedicarmi solo all’insegnamento del tennis, senza più gareggiare”. Ma il destino ha voluto che Mattia tornasse presto a impugnare la racchetta. “Al Tennis Club di Este è arrivato un nuovo preparatore atletico grazie al quale sono riuscito a risolvere parte dei miei problemi: ho quindi ripreso ad allenarmi e a disputare tornei in tutto il Nord Italia”. Attualmente il giovane gioca sempre in serie B proprio per il circolo atestino ed è in posizione 2.6 nella classifica federale. “Un buon traguardo” ammette Mattia, che però non si accontenta: “Il mio obiettivo è migliorare il più possibile, anche se la concorrenza è molto agguerrita”. Nel tennis, pur avendo un peso notevole le doti tecniche (come essere in grado di eseguire un buon dritto, un buon rovescio e un buon servizio) e fisiche (specie resistere ai continui scatti richiesti dal gioco), a fare la differenza sono le qualità mentali: “In Italia abbiamo tante persone che sanno giocare anche piuttosto bene, ma non hanno la solidità psicologica necessaria per sfondare e diventare campioni assoluti. Per questo serve una grandissima concentrazione, in partita non devi ragionare sul fatto che stai vincendo o perdendo, devi pensare a un punto alla volta. E oltre alla capacità di tenere la mente libera sono fondamentali lucidità e sangue freddo”. Quanto alla durata di una carriera, “oggi con i nuovi metodi di allenamento e la cura dell’alimentazione un tennista può mantenersi ad alti livelli anche fino a 35 o 36 anni”. Il consiglio per chi volesse cimentarsi in questa attività sportiva è di iniziare il prima possibile: “Essendo una disciplina che ha una certa complessità, partire a quattro, cinque o al massimo sei anni sarebbe l’ideale”. Il tennis sa far divertire, ma anche insegnare valori: “Impari sicuramente l’umiltà, la correttezza e il rispetto dell’avversario” chiude Mattia.

Davide Permunian

Lascia un commento