Moretto (Pd): “Il Pd chiederà l’autonomia su alcune funzioni ben gestibili in Regione”

Dopo essere stato ripetutamente chiamato in causa nel corso della XVII legislatura, ora il traguardo delle elezioni del 2018 si porta appresso un carico di aspettative e di significati. Complici le peculiarità che hanno contraddistinto gli ultimi anni di politica: dalla staffetta dei capi di governo, al tentato referendum costituzionale; dalle consultazioni autonomiste, alla lotta contro il tempo per la stesura di una legge elettorale, possibilmente costituzionale, che metta d’accordo tutti. Protagonista fra i protagonisti in questo scenario a tinte forti, il Partito Democratico, oggi chiamato a tessere in una trama coerente tutti gli ultimi avvenimenti, per presentarsi in pista più convincente che mai, all’appuntamento elettorale delle politiche. Di tutto ciò abbiamo parlato con la deputata veneziana del Pd Sara Moretto.

Iniziamo dal principio. Quali i risultati per il territorio che il Pd è riuscito a portare a casa in questi anni?
“Il principale risultato per un territorio è mettere gli enti locali nelle condizioni di dare risposte dirette e concrete ai cittadini: abbiamo dunque ottenuto il superamento del patto di stabilità, prima in via temporanea poi in via definitiva, che ha sbloccato per i nostri comuni milioni di euro di risorse su fronti specifici, fra i quali l’edilizia scolastica, le piste ciclabili, le palestre, gli interventi nei centri abitati. Insomma, un cambio di rotta dopo anni di tagli, che la gran parte dei nostri comuni ha saputo tramutare in opere concrete. Poi, va ricordata l’attivazione presso il governo di una struttura divisione, uno staff, chiamato Italia Sicura, e dedicato al dissesto idrogeologico e alla sicurezza nelle scuole”.

Intanto, come confermato dall’esito del referendum per l’autonomia, è diffusa l’idea che tanti altri risultati il Veneto li possa ottenere, ma da solo. Come si pone il Pd innanzi al risultato della consultazione?
“ll Pd ha sempre sostenuto la strada di un’autonomia responsabile e concreta, e lo ha fatto negli anni in cui ha governato, infatti le riforme che hanno decentrato funzioni e responsabilità sono state attuate dal centrosinistra. Ad ogni modo, il Pd dovrà rafforzare il proprio progetto, che intende chiedere l’autonomia su alcune funzioni che risultano gestibili in modo più efficiente a livello regionale, evitando però di rincorrere idee non sane e irrealizzabili come quella dell’indipendenza o della specialità”.

Anche Zaia ha presentato una lista di funzioni…
“Zaia ha chiesto tutte le funzioni, ma qui non siamo al mercato, dove vige una strategia di contrattazione. Non si tratta di una gara a chi chiede di più. Bisognerebbe seriamente individuare alcune funzioni, qualora si ritenga che a livello regionale si possano svolgerle meglio, con un minor dispendio di risorse”.

Dunque, se il Pd dovesse vincere le prossime elezioni?
“Costringeremo Zaia ad elaborare dei progetti seri e concreti e a non considerare il tavolo con il Governo un mercato”.

Come si pone il Partito Democratico innanzi al traguardo delle politiche?
“Cerca di elaborare delle proposte e di puntare ad essere il principale partito del centrosinistra, senza il quale è impossibile pensare a un fronte largo, ampio e rappresentativo del Paese. Rispetto alle coalizioni c’è ampia disponibilità. Però non è accettabile che si rivivano scenari del passato, dove qualcuno puntava a condizionare, piuttosto che a contribuire al governo del Paese. Perciò valuteremo gli scenari possibili e poi, responsabilmente, cercheremo una coalizione capace di reggere anche dopo le elezioni”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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