domenica, 25 Settembre 2022

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    HomeRodiginoNon è mai troppo presto per avvicinarsi alla musica

    Non è mai troppo presto per avvicinarsi alla musica

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    “La grande maggioranza delle persone non si sente incline all’apprendimento musicale. Eppure, studi precisi chiariscono che la maggior parte della popolazione ha le competenze per apprendere la musica (circa il 68%), una stretta minoranza non le possiede (circa il 16%) e un’altrettanto stretta minoranza (un altro 16% circa) è più portata della media”.

    Claudia Turolla è direttrice e insegnante di musica del Centro Music Together® di Rovigo e spiega perché è importante avvicinare i bambini alla musica. “Le possibilità che i nostri bambini siano in qualche misura portati per la musica sono medio-alte (84% della popolazione mondiale) e quindi vale la pena avvicinarli alla musica”.

    Ma cosa vuol dire “studiare musica” nella prima infanzia?
    “Pensiamo all’apprendimento della lingua: sappiamo che l’ambiente in cui viviamo è ricchissimo di stimoli e che il semplice fatto di esservi inserito aiuta il bambino a sviluppare il linguaggio. Se pensiamo alla musica come a un linguaggio, significa fornirgli un ambiente in cui ricevere degli stimoli musicali in misura adeguata per poter essere codificata dal cervello. Tuttavia, se l’ambiente in cui viviamo è ricco di stimoli linguistici, non lo è altrettanto di quelli musicali”.

    Quindi non è mai troppo presto?
    “Definito che la musica è un linguaggio, dobbiamo accettare che le risposte agli stimoli musicali non siano quelle che noi abbiamo in mente, ma dobbiamo imparare a leggerle, e lasciare che gli stimoli si sedimentino nel cervello dei bimbi azionando quel meccanismo deduttivo che permetterà di imparare a parlare non appena anche il loro sistema fonatorio sarà pronto. Esiste inoltre una soglia limite oltre la quale il bambino sviluppa in maniera minima quelle attitudini musicali con cui è nato, e si assesta intorno ai 9 anni”.

    E quando mettergli in mano uno strumento?
    “È necessario che il bambino gestisca il proprio corpo, che sappia mantenere una posizione: è una fase molto delicata e coinvolge lo sviluppo muscolare. Ecco perché in alcune scuole di musica ci sono dei limiti di età. Definire un’età o una fascia d’età precisa non è semplice, ma se ragioniamo per requisiti ogni genitore può cercare di capire quale può essere il momento migliore per il proprio figlio, cercando anche di promuovere la gioia di condividere il gioco della musica”.

    Anna Bergantin

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