giovedì, 11 Agosto 2022

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    Da Padova alla Nasa a caccia di galassie

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    C’è anche una giovane padovana, Sara Buson, originaria di Pernumia, tra i finalisti degli Issnaf Awards. Il prestigioso riconoscimento è messo in palio dall’associazione che riunisce oltre 4mila ricercatori e docenti italiani in Nord America.

    Gli scienziati padovani dunque, dopo l’exploit del team di fisici che ha contribuito in maniera determinante alla scoperta delle onde gravitazionali  – premiata con il Nobel – continuano a far parlare di sé e a raccogliere riconoscimenti internazionali. In questo caso più che di “cervelli” in fuga siamo di fronte a intelligenze integrate nelle comunità scientifiche del Nord America con la forza del loro talento e delle competenze acquisite in Italia. Sono ben quattromila infatti i ricercatori e docenti affiliati alla fondazione Issnaf (Italian Scientists and Scholars of North America Foundation), che agli inizi di novembre ha celebrato il suo evento annuale all’Ambasciata italiana di Washington, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

    Al centro dell’evento le premiazioni degli Issnaf Awards. I 16 finalisti, ricercatori italiani under 40 selezionati tramite un bando, hanno presentato a una giuria i loro progetti di ricerca in 5 campi: leucemie; scienze ambientali, astrofisica e chimica; medicina, bioscienze e scienze cognitive; ingegneria; matematica e fisica. Fra loco c’era anche la padovana Sara Buson. Tra le proposte presentate si trovano idee e soluzioni che vanno dall’intelligenza artificiale nei robot usati nelle missioni spaziali alle nuove cure per tumori e leucemie, dalla chimica che tramuta lo smog in sostanze utili per l’uomo alla percezione dell’olfatto da parte del cervello, fino ad ambiti di ricerca pura come la geometria algebrica Fondata nel 2008 su iniziativa di 36 noti scienziati ed accademici, tra cui 4 Premi Nobel,  l’associazione è un’organizzazione no-profit.

    Fin da piccola la matematica, la fisica e le stelle sono state le grandi passioni di Sara Buson, classe 1979,di Pernumia. Dopo la laurea in astrofisica all’Università di Padova ha ottenuto il dottorato di ricerca nel 2013. “Sin dall’inizio ho avuto grande indipendenza nel mio lavoro, con l’opportunità di inserirmi in un contesto internazionale” racconta la ricercatrice.

    Al dipartimento di fisica, grazie al supervisore Denis Bastieri, ha potuto lavorare con il telescopio spaziale per raggi gamma Fermi ed entrare a far parte della collaborazione Fermi Lat (Large Area Telescope), tra i cui principali promotori oltre alla Nasa ci sono le agenzie spaziali di Italia, Francia, Giappone e Svezia. Durante il post dottorato Sara ha avuto la possibilità di crescere professionalmente tra le migliori Università ed enti di ricerca al mondo, tra cui Berkeley e Stanford. Quindi è arrivata l’offerta che ha segnato la svolta: lavorare negli Stati Uniti al Goddard Space Flight Center, il prestigioso centro della Nasa dedicato alla ricerca spaziale. In questo “ampio e vibrante contesto scientifico” Sara Buson si trova tuttora, grazie alla vincita di premi e finanziamenti per supportare la sua ricerca.

    “Il focus della mia ricerca è l’Universo degli eventi più energetici e violenti conosciuti, studiati tramite i raggi gamma catturati dal Fermi Lat – spiega –. Le galassie attive sono gli oggetti che trovo più affascinanti: al loro centro c’è un buco nero super-massiccio, che è il motore principale della fonte di energia. Queste galassie sono acceleratori naturali di particelle. Studiandole, possiamo ottenere importanti informazioni riguardo l’origine e l’evoluzione del nostro Universo. Ad esempio, trovandosi a distanze cosmologiche notevoli, ci permettono di testare l’effetto di lente gravitazione, ipotizzato per la prima volta da Albert Einstein nella teoria della relatività generale”.

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    Giorgia Gay
    Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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