Franceschini racconta il Delta

copertina "Disadorna" di Dario FranceschiniSi tratta di venti storie in cui si ritrovano anche i luoghi Delta del Po, originari e cari a Franceschini.

È arrivato in Polesine per presentare il suo ultimo libro, Dario Franceschini, uomo politico e attuale ministro per i Beni e le attività culturali. La sua ultima fatica si intitola “Disadorna e altre storie”. Si tratta di venti storie, senza titolo quasi a comporre un romanzo per frammenti, in cui si ritrovano anche i luoghi Delta del Po, originari e cari a Franceschini.

Questi racconti cominciano con una storia imperniata su un protagonista, un rapido svolgimento, ma appena il tempo di introdurti nel plot che è già tutto finito, lasciando spazio alla fantasia del lettore. “Disadorna” si riferisce alla prima vicenda, significativamente quella di Paco Tovar, letterato di Bogotà in crisi creativa che chiede a un suo amico italiano dove ritrovare l’ispirazione e parte così per il Delta del Po, finendo in una stanza disadorna e in un albergo privo di ospiti da 47 anni. Lì Paco riprenderà a scrivere. Il ministroscrittore ricorda in apertura del libro – citando il giornalista e scrittore Gian Antonio Cibotto, scomparso quest’anno – “che è inutile cercare sulla carta le località nominate. L’esattezza geografica non è che una illusione. Il Delta padano, per esempio, non esiste. Lo stesso dicasi, a maggior ragione, per Scano Boa. Io lo so, ci sono vissuto”. “E’ giusto raccontare storie dove si è vissuta la propria terra per anni – commenta Franceschini – Dietro una apparente ordinarietà si trovano cose straordinarie se si va a scavare nella vita delle persone, le famiglie contadine poi sono una grande miniera di memoria collettiva. Ho scritto questi racconti che per me sono capitoli primi di storie che continuerò a scrivere”.

Melania Ruggini

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