Malaspina, Grande Nord: “In parlamento saremo il sindacato del Veneto”

Si sono organizzati in una struttura che presuppone un comitato di indirizzo e tanti comitati locali, ciascuno con un proprio coordinatore, per rappresentare la questione settentrionale, quella proposta dagli autonomisti e dagli indipendentisti del Nord. E’ il Grande Nord, il movimento che dallo scorso maggio è sceso ufficialmente in campo con l’intento di portare nelle istituzioni e sostenere gli interessi esclusivamente di questa parte del Paese. Tra i fondatori l’ex “serenissimo” Roberto Bernardelli, gli indipendentisti veneti Franco Roccon e Carmen Gasparini, ma anche l’ex sottosegretario alla Salute, ex assessore regionale, Francesca Martini. Cosa fanno e quali sono i loro obiettivi? Lo abbiamo chiesto a Massimiliano Malaspina, coordinatore del Comitato Grande Nord di Chioggia, composto dall’unione dei movimenti Prima il Veneto e Rinascere, di cui Malaspina era segretario nazionale.

Cos’è Grande Nord e cosa rappresenta nell’attuale panorama politico?
“Grande Nord, non è una Lega 2 che raccoglie ex leghisti delusi dall’evoluzione nazionalista del Carroccio. E’ un movimento che riunisce esponenti provenienti da varie esperienze politiche, una confederazione di movimenti autonomisti che si sono uniti per avere, insieme, più forza e maggior peso politico, nata con l’obiettivo di dare voce alle esigenze dei territori del Nord”.

Perché avete preso le distanze dalla Lega?
“La Lega ha tradito il suo mandato. E’ diventato un movimento nazionale, come tanti altri. Il nostro è un movimento macroterritoriale del Grande Nord, così come si deduce dal nostro simbolo, a differenza del Carroccio che lo ha rimosso – il nord – dal suo simbolo, dal suo nome. Noi crediamo nell’autonomia del Nord. Non siamo un movimento secessionista. Siamo un movimento macroregionale che è nato un anno fa dalla confederazione di tanti movimenti autonomisti, in Veneto, Piemonte, Lombardia… e in tutto il Nord”.

Come vedete l’alleanza della Lega col centrodestra?
“Improbabile. Sembra – è evidente – il frutto di un calcolo politico più che di una condivisione di obiettivi e programmi. Le varie anime all’interno della coalizione si smentiscono l’un l’altra nelle proprie dichiarazioni di intenti già in campagna elettorale. Come potranno governare il Paese?”.

E la Lega di Zaia? Che ha ottenuto il successo del referendum sull’autonomia?
“Zaia non è Salvini. Ma noi non siamo alleati di Zaia, siamo altro dalla Lega. Anche noi abbiamo appoggiato con forza le ragioni del referendum sull’autonomia del Veneto, un referendum che ha avviato il suo iter, peraltro, proprio per iniziativa di quella componente indipendentista della Lega veneta…”.

In quale direzione andrete, una volta eletti al Governo?
“Noi appoggiamo chiunque – che sia a destra o a sinistra poco importa – che abbia delle buone idee e delle buone proposte, favorevoli ai cittadini del nord. Noi siamo il sindacato del Nord; il nostro obiettivo è difendere gli interessi del Nord, la nostra battaglia non nasconde altre finalità. Le cariche, le poltrone, il potere non ci interessano. Stiamo in questi giorni frenetici valutando le candidature alle elezioni Politiche, io sono responsabile per la campagna elettorale in Friuli, tra i nostri militanti non ci sono persone che scelgono la politica con l’intento di andare al Governo a rappresentare i propri interessi. Questo modo di fare politica non è più credibile né potrà raccogliere più tanti consensi tra la gente”.

Nel mese di dicembre avete presentato il movimento a Chioggia. Come siete stati accolti?
“E’ un po’ presto per capire il sentire delle persone, non abbiamo ancora un termometro per avere dei significativi riscontri. Sul piano politico, abbiamo colto però una certa preoccupazione da parte della dirigenza della Lega. Questo ricompattamento delle forze autonomiste mette in allerta la vecchia squadra del Carroccio, che non ha prodotto grossi risultati”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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